Tai Chi Chuan – Tài Jí Quán 太極拳

INTRODUZIONE

 

Tai Chi Chuan (Tài Jí Quán) 太極拳 significa “stile di combattimento (quan) basato sul supremo fondamento (Taiji)’’. Ciò significa che in questo stile è fondamentale rispettare i princìpi fondamentali di alternanza dello yin e dello yang i quali, secondo la filosofia taoista, regolano il funzionamento dell’intero universo.
Durante la pratica è necessario mantenere il corpo completamente rilasciato ed eseguire movimenti lenti e circolari.

La Medicina Tradizionale Cinese considera mente e corpo come entità strettamente interrelate; la mente può quindi agire per la guarigione del corpo e quest’ultimo può collaborare alla pacificazione della psiche.
Su questi principi di base si fondano i movimenti lenti e armoniosi del Taiji, nei quali la morbidezza del corpo è unita alla totale concentrazione sul gesto effettuato. In questo modo, tramite una pratica paziente e continua è possibile riottenere l’equilibrio complessivo dell’individuo.

Alla pratica eseguita lentamente segue poi l’esecuzione di movimenti rapidi ed esplosivi che ricollegano il praticante alla originaria pratica marziale di questo stile.
Considerata sotto l’ottica della sua essenza questa pratica, che unisce il cielo, la terra e l’uomo, non crea nulla ma risveglia e restituisce ciò che l’uomo ha ricevuto alla nascita e si trova nel suo profondo, anche se mascherato dalle abitudini; è un ritorno allo stato naturale, alla spontaneità. In poche parole, diremo che il Taijiquan è un’arte marziale che consiste nel mobilizzare, grazie a tecniche di combattimento, le energie interiori che sono una manifestazione dell’essenza e riflettono il Principio Supremo presente nell’uomo.

 

tai chi Chuan. Maestro Wang Wei Guo
Maestro Wang Wei Guo

Tai Chi chuan. Il Maestro Wang con Jean Michel
Il Maestro Wang con Jean Michel

tai Chi Chuan. Il Maestro Wang in Tui Shou con Judit
Il Maestro Wang in Tui Shou con Judit

Tai Chi Chuan. Maestro Wang Wei Guo - Spada
Wang Wei Guo – Spada

CENNI STORICI

Gli stili interni (Nei Chia) sono tradizionalmente legati al monte Wudang, situato nella provincia dello Hubei, dove fiorirono e tuttora esistono numerosi templi taoisti.
In questa zona pare sia vissuto il maestro taoista Zhang Sanfeng (XII-XIII sec. d.C.), che le fonti cinesi accreditano come padre fondatore, quantomeno spirituale, del Taijiquan.

Esistono tre differenti versioni delle modalità che avrebbero portato alla creazione della disciplina in questione, ma prima di analizzarle è indispensabile un richiamo alla concezione che gli antichi cinesi avevano riguardo alla creazione delle cose.
Per essi nulla può essere inventato, tutto è già presente a livello di archetipo.
Questi archetipi divengono patrimonio culturale effettivo dell’uomo, quando un personaggio leggendario o un maestro entra in contatto con questa conoscenza, generalmente mediante un sogno, oppure tramite l’osservazione della natura.
La padronanza totale dell’arte ha, quindi, carattere subitaneo.
Premesso questo ci sarà più facile comprendere le prime due versioni circa l’origine del Taijiquan.
La maggior parte dei maestri afferma che Zhang avrebbe tratto ispirazione dall’osservazione del combattimento tra una gazza e un serpente, il quale, grazie ai movimenti fluidi e sinuosi, sfuggiva tranquillamente a ogni attacco.
Secondo un’altra leggenda, Zhang apprese la tecnica durante un sogno e il giorno seguente fu in grado di sgominare, da solo, più di 100 banditi.
Ricerche storiche recenti forniscono una diversa versione della nascita del Taijiquan, più plausibile, anche se meno poetica,.
In base a quest’ultima, il maestro , dopo aver studiato a fondo le tecniche taoiste di sviluppo energetico della zona del Wudang, si recò per un periodo di studio nel monastero di Shaolin.
Qui creò il suo stile personale unendo principi esoterici e tecniche di combattimento.
Lo stile divenne in seguito patrimonio della famiglia Chen, la cui cronistoria ci viene presentata in un testo del XIX secolo, Tai Chi Chuan Tusho(Disegni e spiegazioni circa il Tai Chi Chuan) del maestro Chen Pinsan. Questo autore afferma che il creatore dello stile di famiglia (ispirato ai principi di Zhang Sanfeng) fu il generale Chen Wanting il quale alla fine della sua carriera militare, intorno al 1630, si ritirò nel villaggio diChenjiaogu nella provincia dello Henan e qui si dedicò all’insegnamento.

In effetti questo piccolo paese è tuttora culla e centro di diffusione del Taijiquan stile Chen, praticato da circa l’80% della popolazione, che ancora si attiene all’antica poesia attribuita a Chen Wanting: «Coltiviamo la terra nelle stagioni della semina e del raccolto, ci esercitiamo nel Taijiquannelle stagioni libere e lo insegnamo a discepoli e discendenti».

Il Taijiquan rimase patrimonio esclusivo della famiglia Chen fino al XIX secolo, quando il maestro Yang Luchan detto “l’insuperabile’’ creò uno stile caratterizzato da movimenti più semplici rispetto all’originale (Yang, dal suo nome), e ne iniziò la diffusione in tutta la Cina, partendo da Pechino eShanghai.

I figli del Maestro continuarono l’opera del padre apportando modifiche alle pratica basate sulla loro esperienza, per questo motivo attualmente esistono diverse modalità di esecuzione dello stile Yang.

La nostra scuola segue l’insegnamento del M. Yang Shaohou nella cui forma sono ancora evidenti le tecniche originali dello stile Chen.

Dopo l’avvento di Mao Tze Tung e la creazione della repubblica popolare cinese, il Taijiquan ha subito alterne vicende.

Tacciato come espressione reazionaria della filosofia capitalista durante la rivoluzione culturale, è stato attualmente rivalutato, tanto che le associazioni sportive cinesi ne hanno creato una versione semplificata (conosciuta come sequenza dei 24 movimenti di Pechino), che si è rapidamente diffusa in Cina e nel mondo.

 

 

IL MAESTRO WANG WEI GUO

 

Nasce a Pechino nel 1956 da una famiglia originaria di Guiyang (provincia di Guizhou), è professore di Arti Marziali all’Accademia di Studi Superiori di Guiyang (1978) e all’Istituto dello Sport di Pechino (1981). Il M.° Wang è inoltre arbitro nazionale della Federazione Cinese di Wushu e ha partecipato a numerose competizioni di stili interni ed esterni. Oltre a questa formazione ufficiale, Wang Wei Guo ha beneficiato dell’insegnamento personale di alcuni grandi maestri di Bagua Zang, di Taijiquan stile Yang (tra i quali Gu Lisheng presso il quale ha vissuto per tre anni dal 1966 al 1969), di Taijiquan stile Chen (Chen Wanlin) e di Shaolin (Gu Jingzhang, grande esperto della “palma d’acciaio”). In Francia il Maestro ha continuato a insegnare le arti marziali ed è stato allenatore della squadra nazionale francese di Wushu.

Wang Wei Guo insegna attualmente Taijiquan stile Yang come trasmesso dal M.° Yang Shaohou, si tratta di uno stile che mantiene vivo il collegamento con il lato marziale della pratica e pone particolare attenzione al lavoro articolare per consentire il miglior fluire dell’energia interna, ed al lavoro a coppie – tuishou– per sottolineare l’aspetto marziale.

La pratica della sequenza di Taijiquan viene integrata efficacemente con particolari esercizi di Taiji Qigong (la cosiddetta “Ginnastica taoista”) e tecniche marziali mutuate anche da altri stili (Yi Quan in particolare). In questo modo il Maestro ha codificato un metodo di allenamento molto particolare, completo e ricco di risultati.