Benessere, DBN e Comunicazione Efficace

Benessere, DBN e Comunicazione Efficace

 

Di Benessere e Discipline Bio Naturali spesso se ne parla e vari sono i pareri in merito.Il fatto che siamo pro o contro la possibilità di fornire alle persone delle alternative alle cure tradizionali non influisce, allo stato attuale, sull’ingresso nel settore della salute e del benessere di soggetti che a vario titolo praticano determinate attività di carattere preventivo o curativo. La preparazione di queste figure, che possiamo definire in maniera molto generale Operatori del Benessere, diviene un fatto importante se non addirittura urgente.

Vogliamo  includere anche Medici e infermieri “tradizionali” nella categoria degli Operatori del Benessere poiché di fatto lo sono; e aldilà delle competenze specifiche che vanno a differenziare coloro che appartengono alla categoria suddetta, un elemento che accomuna tutti esiste, ed è il fatto di avere un cliente, con il quale si instaura una relazione d’aiuto, la quale relazione si modula all’interno di un contesto Comunicativo.Ricordiamo che la distinzione tra personale medico e paramendico e gli operatori dlle Discipline Bio Naturali è chiara e definita dalla legge regionale n.2 del 2005 mentre i primi si occupano di terapia, ai secondi è affidato il compito del mantenimento della salute e del benessere psico-fisico.

Quindi La Comunicazione, fatta di parole e di gesti, gioca un ruolo importante nell’efficacia di ogni intervento, poichè essa coinvolge completamente l’esistenza di ognuno di noi ed è responsabile della qualità della nostra vita e della nostra attività professionale.

Il gruppo Fieldfree di Brescia tra le molteplici attività nel settore della Formazione aziendale, Consulenza, ha approfondito negli anni il Modello della Programmazione Neuro Linguistica contestualizzandolo, oltre che nei classici ambiti quali Marketing, pubbliche relazioni, selezione del personale, nell’ambito delle discipline del Benessere, grazie alla collaborazione con l’Associazione Wu Wei di Brescia.Il frutto di una tale creativa sinergia, che vede due ambiti all’apparenza lontani, come le discipline orientali e la Formazione intesa in senso classico, si è concretizzato nel corso Comunicazione Consapevole – Comunicazione efficace per lo sviluppo umano e professionale, che si avvale anche della collaborazione di Chitham di Firenze

Fieldfree
Fieldfree, formazione, coaching, pnl

Concediamoci ora un passo indietro per capire di cosa si tratta quando si parla di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e quindi di Practitioner in PNL.

La Programmazione Neuro Linguistica, abbreviata in PNL o, nei paesi anglofoni, NLP, è un insieme coerente di tecniche di comunicazione codificato da R. Bandler e J. Grinder all’inizio degli anni ’70 e sviluppata poi da un gruppo di studiosi americani e inglesi. La PNL si propone appunto come una tecnica, un modello di comunicazione efficace e ha quindi la particolarità di essere una descrizione di alcuni fenomeni legati alla comunicazione umana. Il fatto di essere una descrizione la distingue da quasi tutti gli altri approcci alla comunicazione che si pongono come teorie e, come tali vanno in cerca della ‘verità’ sulla comunicazione umana. La PNL non ha la pretesa di essere una spiegazione vera ma preferisce porsi come descrizione utile per raggiungere degli obiettivi di tipo comunicativo e relazionale. Nasce come modo di descrivere il comportamento di famosi comunicatori attraverso una tecnica che viene chiamata modellamento. il modellamento è prima di tutto la capacità di estrarre da una persona che sappia fare bene qualcosa gli schemi mentali e comportamentali che rendono la sua prestazione eccellente e, infine, la capacità di trasmettere ad altri queste strategie comunicative.
Un’idea fondamentale della PNL riguarda il fatto che ogni atto comunicativo influenza e modifica a qualche livello ogni interlocutore e che influenzare i propri interlocutoriun evento normale in ogni comunicazione.Dicono O.Connor e Seymur, due autori inglesi di PNL: “Noi influenziamo sempre gli altri, non abbiamo scelta, l’unica scelta è se vogliamo influenzarli consapevolmente, assumendoci la responsabilità del nostro comportamento, o se vogliamo influenzare gli altri inconsapevolmente, ignorando l’effetto che produciamo”.

PNL
Logo Internazionale PNL

la Pnl studia i modelli (o ‘programmi’) creati dall’interazione tra il cervello (‘neuro’), il corpo, e il linguaggio (‘linguistica’); secondo questo punto di vista        l’interazione tra mente corpo e linguaggio produce sia il comportamento efficace sia quello inefficace, ed è responsabile dei processi di eccellenza umana. La Pnl descrive dunque la modalità con cui creiamo i modelli mentali e i nostri ‘programmi’ di comportamento.
La specifica funzione del corso Comunicazione Consapevole – Comunicazione efficace per lo sviluppo umano e professionale è quella di funzionare come un training in cui si apprendono gli strumenti base e si familiarizza con questi: si imparano a riconoscere le forme linguistiche, si abitua la mente a porre attenzione non solo ai contenuti della comunicazione ma anche alla forma espressiva, alla postura del corpo dell’interlocutore e ad altri particolari che forniscono informazioni sulla qualità e ricchezza dell’interazione.L’uso della PNL permette di riconoscere il proprio stile comunicativo e quello delle persone basandosi sull’osservazione dei linguaggi e di utilizzare questa conoscenza per comunicare con l’altra persona attraverso le SUE modalità, in modo da ottenere spontaneamente interesse, empatia, apprendimento e disponibilità.

Accanto alla Pnl il corso è basato sui modelli dell’Ipnosi Ericksoniana e sulle tecniche corporee della tradizione cinese.

Per ogni corso vengono scelte delle Location con caratteristiche paerticolari come la Cascina Clarabella di Cremignane ,la scelta di questi spazi si è rivelata opportuna negli anni in quanto contesti molto favorevoli allo sviluppo di processi di apprendimento continui, in quanto i corsisti si trovano completamente immersi nell’esperienza formativa senza disturbi esterni, avendo così la possibilità di sperimentare le tecniche comunicative apprese in costante confronto con i Formatori e con i colleghi.

Le attività prevedono la presentazione dei contenuti Formativi e l’immediata sperimentazione all’interno di attività pratiche costruite ad hoc, grazie alle quali è possibile verificare da subito l’utilità di quanto appreso, seguono poi costanti debriefing, gruppi di lavoro .

Il Percorso è aperto a tutti coloro che desiderano aumentare l’efficacia della propria comunicazione all’insegna del miglioramento della personale qualità della vita, migliorando in maniera visibile il livello di consapevolezza di come si comunica e stimolando quindi il consolidamento di relazioni interpersonali gratificanti.

Trovate il programma dettagliato del corso alla pagina “corsi e seminari” di questo sito

 

Lo Yi nel Nei Gong Tuina
Nei Gong Tuina
Nei Gong Tuina

Nell’articolo, in Pdf, sono presentate le regole fondamentali per l’utilizzo dell’Intenzione – Yi – durante l’esecuzione dei trattamenti di Nei gong Tui Na. Questo tipo particolare di massaggio tradizionale cinese è caratterizzato dall’utilizzo dell’energia interna dell’operatore per ristabilire l’equilibrio nel ricevente.

Questi principi vengono presentati ed utilizzati costantemente durante i corsi di Tuina  e Qigong organizzati a Brescia da Wu Wei. la prossima edizione, in collaborazione con CFP Canossa , inizierà il 17 ottobre 2015.

Buona lettura

Lo YI NEL NEIGONG TUINA

 

 

Zi Fa Gong – Il Qi Gong del Movimento Spontaneo
When Zhong You Qi Gong Spontaneo
il M. Lao When guida il Qi Gong Spontaneo

All’interno dell’articolo, scaricabile in Pdf, la descrizione teorica e pratica del Qi Gong del Movimento Spontaneo. Questa particolare tecnica di qi gong è considerata particolarmente importante per gli operatori tuina e per i terapisti in genere vista la grande sensibilità energetica che è in grado di sviluppare.

Buona Lettura
Gabriele Filippini
 
Qi Gong: I 6 Suoni Risananti – Liu Zi Jue 六 字 訣

QiLiu Zi Ye: i sei suoni risananti.Cosa a volte difficile da comprendere per la mentalità occidentale è come in Cina la tradizione conviva perfettamente con il proprio continuo rinnovamento. Gli stili di Qi Gong, e anche gli stili marziali, non sono entità statiche ma soggette a continue modifiche, spesso realmente positive. È normale che gli insegnanti più qualificati, medici o maestri che siano, codifichino uno stile personale in cui riuniscono principi di base universalmente riconosciuti con il risultato della loro esperienza personale. Il discorso si adatta perfettamente alla pratica dei sei suoni, di cui da un lato possiamo trovare traccia in testi molto antichi, e dall’altro elaborazioni terapeutiche molto recenti, come la versione insegnata dalla d.ssa Ma Tsu Zong, o quella del dott. Jin Hong Zhu che ora descriveremo in dettaglio.

Trovate nel Pdf la descrizione dettagliata dei 6 suoni risananti e la loro applicazione terapeutica come insegnata nella Scuola di Tuina e Qigong organizzata a Brescia dall’Associazione Wu Wei. Si tratta di un sistema di qigong estremamente diffuso grazie alla sua grande efficacia e semplicità.

Scarica il pdf i-sei-suoni-risananti

Nei Gong Tuina, il Massaggio Tradizionale Cinese basato sull’energia interna

Il Tuina si sta lentamente diffondendo anche in Italia, questo particolare massaggio energetico guadagna spazio insieme a tecniche ormai diffuse da molti anni, come lo shiatsu o la riflessologia plantare. In questa situazione di sviluppo graduale è fondamentale che il Tuina metta in evidenza le proprie peculiarità in modo da proporsi come sistema realmente particolare e unico. L’associazione Wu wei  opera dal 2000 organizzando regolarmente corsi di massaggio tuina a Brescia.

L’attenzione dei praticanti non può limitarsi al mero apprendimento della tecnica, è necessario lo studio approfondito della Medicina Tradizionale Cinese e soprattutto la pratica intensa e costante del Tai Chi Chuan e del Qigong. In particolare nei corsi di Tuina organizzati a Brescia dall’Associazione Wu Wei viene insegnato il Nei Gong Tuina, si tratta di uno stile molto particolare, fatto di tecniche estremamente morbide ed elastiche, nutrite in modo costante dall’utilizzo sapiente dell’energia interna. Il lavoro di base prevede l’utilizzo della tecnica Quen fa (rotolamento della mano, vedi più avanti) su tutte le parti del corpo del ricevente.Ottimo insegnante di questo stile è il M.  Wang Zhi Xiang che esegue il trattamento utilizzando movimenti fluidi e armoniosi che derivano direttamente dalla lunga pratica del Tai Chi Chuan. Le mani rimangono in costante contatto con il corpo del ricevente anche durante i necessari spostamenti del corpo. In questo modo il Maestro crea un vero e proprio campo di energia che avvolge completamente la persona. Tale campo di energia da un lato nutre e tonifica, e dall’altro genera uno stato di profondo rilassamento (Fang song) che consente poi l’applicazione delle manovre specifiche di tonificazione degli organi interni, in particolare la tecnica Bu shen fa (tonificazione dei reni) che corona in pratica ogni seduta di massaggio.

Quen fa
La tecnica Quen fa

È difficile descrivere a parole la qualità e la precisione dei movimenti di un vero esperto, vogliamo quanto meno illustrare i princìpi base della tecnica utilizzata più di frequente: Quen fa (rotolamento della mano).

Nel Tuina l’unico strumento di intervento è costituito dal corpo dell’operatore, la cui energia deve funzionare nel modo migliore per interagire efficacemente con quella del ricevente.

1) la cosiddetta “forza naturale del corpo – Zhi ren li’’: è la capacità naturale di lavoro ottenuta unendo la propria intenzione (Yi) a uno stato di spontaneità e rilassamento (Fang song). È una forza elastica, fluida e continua, in grado di penetrare profondamente e senza creare resistenze nel corpo del paziente. Il segreto di questo tipo di forza risiede proprio nella delicatezza con cui viene applicata, in grado di spingere il paziente a rilasciare spontaneamente le proprie barriere muscolari.

2) L’operatore di Tuina attinge costantemente alla propria energia interna alimentata dalla pratica continua del Neigong. A questo livello l’energia è come una corrente d’acqua capace di fluire ovunque si renda necessario.

3) L’energia della terra: durante il trattamento la nostra energia personale può non essere sufficiente. Occorre attingere continuamente alla terra che ci sostiene. In questo senso si dice che lo Yin (la terra) nutre lo Yang (l’uomo).Attingere energia dalla terra implica la capacità di radicarsi attivamente al terreno, i piedi devono realmente spingere verso terra, attitudine che può essere sviluppata grazie alla pratica del Tajiquan.

Vediamo ora come applicare questi princìpi alla tecnica Quen fa, o tecnica di rotolamento della mano. Questa tecnica viene eseguita mantenendo il corpo nella posizione Kon pu e ponendo il lato ulnare della propria mano a contatto con la zona da trattare; a questo punto si imprime un movimento di rotolamento circolare, mantenendo il polso estremamente morbido. La forza della tecnica proviene dal corretto uso del peso e delle articolazioni. La scuola di Shanghai le attribuisce tradizionalmente una serie di effetti energetici, che qui riportiamo:

“scalda e drena i meridiani e i collaterali, regola e armonizza energia e sangue, risolve le stasi, scioglie le contratture, rilassa i meridiani tendino-muscolari’’.

Queste poche nozioni costituiscono la base per l’apprendimento della tecnica Quen fa. Quello che di rado viene insegnato è il corretto uso dell’intenzione. A questo proposito, il Maestro Wang spiega come l’attenzione del praticante debba focalizzarsi innanzitutto sull’arto inferiore controlaterale rispetto al braccio che esegue la tecnica. Questo consente di prendere energia dal terreno e di inviarla al Tan Tien prima di impiegarla nel massaggio. Ma l’aspetto veramente fondamentale nell’esecuzione è il punto di attenzione relativo alla mano che esegue; contrariamente a quello che sembrerebbe più facile, l’intenzione non segue il dorso della mano direttamente a contatto con il corpo del paziente, bensì si focalizza all’interno del palmo, sul punto Laogong. Ad ogni rotazione della mano cerchiamo una sensazione di espansione del Laogong verso tutte le direzioni dello spazio; così l’energia Yin connessa ai meridiani del lato interno del braccio  può nutrire e promuovere l’energia Yang che scorre sul lato esterno della mano. Il corretto uso dell’intenzione permette quindi di eseguire un movimento equilibrato, in cui le energie Yin e Yang collaborano in modo efficace tra loro.

Consigliamo a tutti i lettori praticanti di Tuina di sperimentare la differenza quasi miracolosa di efficacia ottenuta modificando il punto di attenzione durante l’esecuzione del Quen fa.

Tradizionalmente vengono suggerite immagini metaforiche utili per ottenere una migliore qualità di esecuzione: la forza del praticante deve possedere contemporaneamente le caratteristiche della terra, del vento e dell’acqua; il gesto quindi sarà stabile come la terra, fluido come l’acqua e leggero come un soffio di vento.

Questo risultato finale deve essere raggiunto utilizzando un allenamento graduale suddiviso in quattro passi successivi:

1. Prima di tutto sviluppiamo il corretto uso del polso.

2. Trasmettiamo al polso la forza proveniente da tutte le articolazioni dell’arto superiore.

3. Coinvolgiamo nel movimento anche la forza della schiena e dell’anca.

4. Tutte le articolazioni del corpo partecipano all’unisono.

Gabriele filippini

 

Comunicazione Ipnotica e Medicina Tradizionale Cinese

 

I cultori della medicina tradizionale cinese conoscono bene l’importanza  dell’aspetto psichico – Shen –  dell’individuo. Il Ling Shu ci ricorda che la presenza dello Shen rende possibile il concepimento e lo sviluppo della vita. I Ben Shen, le istanze psichiche di base, determinano la configurazione energetica globale del singolo individuo. Il concetto di Shen è estremamente ampio e riassume in sé non solo tutto quello che definiamo attività intellettuale ed emotiva, ma qualifica il livello di vitalità della persona (Shen Ming) e rende possibili tutte le comunicazioni sia dell’uomo con se stesso, sia in relazione al mondo esterno.

Sulla base di queste elementari considerazioni riguardanti la teoria della medicina cinese ci siamo chiesti come fosse possibile elaborare un metodo in grado di agire direttamente sulla psiche del paziente utilizzando comunque le stesse regole energetiche.

Milton Erickson
Milton Erickson

La risposta, in effetti, è implicita nella struttura stessa della MTC, in cui tutti i meccanismi energetici sono descritti in forma prevalentemente metaforica e simbolica. Il passo successivo è stato ricavare delle induzioni ipnotiche da queste stesse metafore, induzioni in grado di guidare l’intenzione del paziente all’autoripristino dei meccanismi energetici sui quali il medico o il terapista sta lavorando. Questo stesso sistema viene regolarmente utilizzato nell’ambito del Qi Gong (ginnastica energetica cinese), la cui efficacia si basa sull’unione di posture e movimenti particolari, tecniche respiratorie e focalizzazione della consapevolezza tramite l’utilizzo di immagini ben precise. Chi scrive è da diversi anni allievo del Maestro Wang Wei Guo e quindi riportiamo l’esempio di una vera e propria induzione ipnotica utilizzata dal Maestro nell’ambito della pratica dell’esercizio dell’albero (Zhang Zhuang Gong); per i non esperti ricordiamo che l’esercizio dell’albero è una delle più classiche tecniche di Qi Gong in posizione eretta utilizzata per incrementare la produzione e la circolazione dell’energia interna. Inizialmente il Maestro suggerisce agli allievi di visualizzare un grande albero situato di fronte a loro, dopo di che l’albero viene abbracciato e nell’allievo viene stimolata una sensazione multisensoriale (immagini, sensazioni e suoni) di fusione completa con l’energia della natura. I piedi vengono paragonati alle radici dell’albero, il corpo al tronco, le braccia ai rami. A questo punto, l’induzione può prendere diverse direzioni: talvolta viene maggiormente sollecitato l’aspetto cinestesico tramite la descrizione di una brezza che muove le fronde, oppure l’attenzione verte principalmente sull’aspetto visivo. In questo caso si suggerisce all’allievo di visualizzare l’albero sulla cima di una montagna da cui è possibile osservare il paesaggio circostante in una panoramica a 360°.

Per i conoscitori dell’ipnosi sono ben riconoscibili comandi in grado di alterare lo stato di coscienza del praticante. L’esercizio infatti termina con un graduale ripristino dello stato abituale di veglia.

A nostro parere, la somministrazione di messaggi multisensoriali al praticante di Qi Gong, piuttosto che al paziente nell’ambito di una seduta di MTC agisce direttamente a livello dei Ben Shen. In primo luogo, l’azione si esercita sullo Hun del fegato, strettamente connesso ai sogni, alla fantasia e alla creatività. È la presenza stessa dello Hun che rende possibile utilizzare la tecnica del “sogno guidato’’. Lo Hun è quindi precondizione e anche obiettivo del nostro lavoro terapeutico. Ricordiamo infatti che la grande azione del fegato nel riequilibrio della circolazione di energia e sangue può essere riattivata agendo direttamente sui tre Hun che sono la quintessenza del funzionamento dell’organo in questione. In questo modo, sostenendo la circolazione del sangue che è supporto dello Shen, il fegato consente a quest’ultimo di raggiungere tutti i distretti periferici dell’individuo. Il fegato possiede inoltre un’azione diretta di riequilibrio psichico, da cui deriva anche il grande potere dei sogni come meccanismo di omeostasi e autoregolazione dell’individuo.

Un noto aforisma utilizzato dai maestri di Qi Gong dice che “dove arriva la nostra intenzione (Yi), arriva anche la nostra energia’’. Ricordiamo che l’ideogramma Yi è composto da una nota musicale, o una parola, che proviene dal cuore. C. Larre dice: “l’intenzione, il cuore, che colui che parla, pensa e agisce, mette in ciò che esprime in suoni, pensieri o atti’’.

Sulla base di queste considerazioni, riteniamo che anche l’intenzione dell’operatore espressa in forma verbale e quindi anche energetica, il suono è vibrazione ed energia, possa agire direttamente sull’intenzione del ricevente, la quale a sua volta è in grado di influenzarne l’energia interna. La somministrazione di metafore costruite appositamente è in grado di agire sullo Yi del paziente e quindi di indirizzarlo al ripristino dei meccanismi energetici disfunzionanti. Il nostro studio verte sui 3 Yin e i 3 Yang in quanto macromeccanismi in grado di regolare globalmente tutte le funzioni energetiche. Inoltre è semplice e intuitivo utilizzarli in sinergia con gli agopunti specifici situati sui livelli stessi. Per esempio, il riequilibrio del livello Tae Yang nel suo aspetto di regola universale è indicato in combinazione con la stimolazione dei punti Shu del dorso, che ripristinano questa stessa regola all’interno dei singoli organi e visceri. L’azione verbale diretta a riattivare la capacità di movimento dell’energia Shao Yang può efficacemente sostenere l’azione dei punti mobilizzanti situati sui meridiani connessi e quindi può essere sfruttata sia per trattare complesse problematiche psichiche caratterizzate da difficile circolazione nel mondo, sia una semplice periartrite scapolo-omerale con ristagno di energia locale. La stimolazione di qualsiasi punto appartenente al meridiano Zu Shao Yin partecipa della natura fondamentale del livello che rappresenta la forza profonda e mediana della persona, perciò è possibile ricorrere all’immagine dell’albero per rinforzare il trattamento di qualsiasi situazione caratterizzata da vuoto di energia dei reni.

Considerazioni analoghe valgono ovviamente per i livelli restanti.

Abbiamo scelto per il nostro studio i 3 Yin e i 3 Yang anche in base a una considerazione squisitamente pratica. Infatti i testi classici descrivono questi meccanismi energetici per mezzo di metafore particolarmente chiare ed efficaci, che hanno fornito un’eccellente base di partenza per la costruzione dei sogni guidati secondo i criteri della PNL.

Ipotesi di lavoro sui 6 livelli energetici

1) Livello Tae Yang

Rappresenta la regola celeste che si esprime all’interno dell’uomo; utilizziamo quindi immagini connesse al concetto di armonia universale.

Cielo azzurro o stellato.

Riflessioni sulle leggi della natura che influenzano il movimento degli astri e la vita dell’uomo.

Ciclo di nascita e di trasformazione dell’energia dei corpi celesti.

Il freddo assoluto dello spazio agisce sullo Zu Tae Yang; il calore del sole agisce sullo Shu Tae Yang.

2) Livello Shao Yang

Rappresenta il livello cerniera, il regolatore; ci focalizziamo quindi sull’idea di movimento.

Elicitare immagini e sensazioni connesse al fuoco nel suo aspetto di movimento.

Oppure elicitare nel soggetto sensazioni di libertà e/o movimento legate a esperienze di risorsa realmente vissute.

3) Livello Yang Ming

E’ la protezione dell’uomo e anche il legame tra yin (terra) e yang (cielo); evochiamo quindi un’immagine tranquilla, rassicurante, in cui cielo e terra comunicano in modo armonioso.

Guidare il soggetto nella scelta di una scena tranquilla e piacevole della natura, nella quale, in posizione eretta oppure sdraiata, riceve i raggi del sole al tramonto e ne viene compenetrato.

4) Livello Tae Yin

Questo livello è la madre, intesa come apertura dello yin verso lo yang; come prima ipotesi utilizziamo la montagna, che rappresenta la forza di risalita dello yin.

Somministrare al soggetto l’immagine di una montagna, fermando l’attenzione sulle solide radici della medesima.

5) Livello Shao Yin

Questo livello è la colonna portante dell’uomo, la capacità di realizzare il proprio volere; utilizziamo perciò l’immagine dell’albero per la sua capacità di evocare una forza stabile ed elastica allo stesso tempo.

Utilizziamo l’immagine di un solido albero mosso dal vento. In questo modo abbiamo a disposizione l’idea di un movimento esterno (vento) e di un movimento interno rappresentato dallo scorrere della linfa in profondità.

6) Livello Jue Yin

Chiude la sequenza e comunica con la profondità interna dell’uomo, da cui le immagini proposte.

Caverna con stalattiti e stalagmiti.

Magma che scorre nella profondità della terra.

 

Trattamento

La nostra proposta terapeutica riguarda innanzitutto i classici sistemi di intervento della MTC, agopuntura e Tui Na. Gli operatori medici possono efficacemente intervenire sui sei livelli energetici utilizzando la combinazione dei punti nodo e radice, che ne stimolano l’attività Una volta “punto’’ il paziente, il medico avrà tutto il tempo per somministrare le induzioni verbali più appropriate per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico. Decisamente più articolato è il discorso relativo al Tui Na. Anche in questo caso è necessario iniziare la seduta con la stimolazione dei punti nodo e radice, utilizzando le tecniche  an fa, an ruo fa oppure cuo fa, selezionate in base all’anatomia della zona da trattare; in alternativa e con risultati normalmente più incisivi consigliamo di somministrare la moxa utilizzando il “sigaro’’ per i punti sul tronco e i conetti a contatto per i punti Ting distali. Iniziando il trattamento in questo modo, forniamo al corpo energetico del paziente un input ben preciso che indirizza sul livello prescelto anche le successive manovre energetiche. A questo punto possiamo trattare per esteso i  due meridiani costituenti il livello, o quanto meno la zona compresa tra gomito e mano o tra ginocchio e piede, dove sono situati i cinque punti Shu antichi che riassumono tutta la funzione della risonanza. Tradizionalmente consigliamo di trattare prima il meridiano Shou e poi il meridiano Zu con stimolazione in senso cranio-caudale per scaricare al meglio verso l’esterno eventuali residui di Xie Qi presenti nel canale. A questa prima stimolazione potrà in seguito esserne aggiunta un’altra con direzione tonificante. Per quanto riguarda le tecniche da utilizzare, la scelta è ampia, infatti le tecniche quen fa, an fa, an ruo fa, tui fa sono tutte molto efficaci per stimolare i meridiani. Un valido criterio di scelta è utilizzare tecniche particolarmente dinamiche sui livelli yang e tecniche più statiche sui livelli yin.

La parte verbale dell’intervento terapeutico può essere somministrata durante qualsiasi momento della seduta, l’operatore deve sviluppare la capacità di cogliere dai segnali verbali e soprattutto non verbali l’instaurarsi dello stato di empatia (rapport) indispensabile per ottenere il massimo risultato dalla comunicazione. L’uso del linguggio appropriato si basa sulle “regole” del cosiddetto Milton Model che è una delle parti più interessanti della PNL, questo argomento verrà trattato approfonditamente in un prossimo articolo.

Ricordiamo che le tecniche di comunicazione efficace sono parte integrante della Scuola di Tuina e Qigong organizzata a Brescia da Wu Wei. La prossima edizione inizierà il 17 ottobre prossimo.

Gabriele Filippini

 

 

Tai Chi Chuan, Via per l’Armonia
Taijiquan (Tai Chi Chuan) significa “stile di combattimento (quan) basato sul supremo fondamento (Taiji)’’. Ciò significa che in questo stile è fondamentale rispettare i princìpi  di alternanza delle energie basilari dell’universo come descritte dalla filosofia taoista che individua nella armonia degli opposti la fonte di qualsiasi vero equilibrio vitale. Questa particolarissima tecnica psico-corporea riunisce in sé le caratteristiche delle arti marziali cinesi, della meditazione e delle pratiche per il mantenimento e l’incremento della salute.
gabriele Filippini Taijiquan
M. Gabriele Filippini
La storia del Taijiquan vede la prima data certa intorno al 1630 d.c. quando il generale Chen Wan Ting, ritiratosi dalla vita attiva codifica questa arte marziale nella quale, oltre alle tecniche di combattimento, inserisce modalità di allenamento particolarmente utili allo sviluppo di quella che la tradizione cinese definisce “energia interna” termine di difficile interpretazione ma che possiamo assimilare da un lato all’incremento di salute e lunga vita, dall’altro alla capacità di sviluppare straordinarie caratteristiche di forza ed agilità. Il raggiungimento di questo livello particolare di abilità ha portato nei secoli allo sviluppo del Tai Chi Chuan come lo conosciamo attualmente nel quale l’abilità marziale è funzionale al raggiungimenti di un più ampio concetto di benessere psico fisico nel praticante. Gran parte della pratica del Taiji si basa sull’esecuzione di movimenti lenti e circolari il che lo rende adatto alle caratteristiche fisiche di qualsiasi persona, anche anziana.
La Medicina Tradizionale Cinese considera mente e corpo come entità strettamente interrelate; la mente può quindi agire per la guarigione del corpo e quest’ultimo può collaborare alla pacificazione della psiche. Su questi principi di base si fondano i movimenti lenti e armoniosi del Taiji, nei quali la morbidezza del corpo è unita alla totale concentrazione sul gesto effettuato. In questo modo, tramite una pratica paziente e continua è possibile riottenere l’equilibrio complessivo dell’individuo.
Equilibrio energetico che si basa sullo sviluppo di alcune particolari qualità che possiamo definire radicamento, spazio, centratura.
Radicamento
Per Radicamento intendiamo la capacità di percepire ed utilizzare il contatto con il terreno.
Gli esercizi consentono di aumentare la sensazione di stabilità ed equilibrio connessa ad un corretto uso degli arti inferiori; in questo modo lo studente il praticante sperimenta una accresciuta sensazione di sicurezza che consente di riconoscere ogni ambiente e circostanza come proprio. Il grande sviluppo della propriocezione (senso dell’equilibrio) derivante dall’allenamento trova riscontro nei molti lavori scientifici che testimoniano la diminuzione dell’incidenza dei traumi da caduta negli anziani che praticano il Taijiquan rispetto a gruppi di controllo.
Spazio e Centro
Con gli esercizi per lo sviluppo di Spazio e Centro arriviamo realmente al cuore della pratica del Qigong e quindi riteniamo opportuno chiarire cosa intendiamo con questi concetti.
Lo Spazio è prima di tutto la capacità propria del vuoto di accogliere tutto ciò che proviene dall’esterno. Spazio è quindi il “vuoto” interno della bottiglia, il foro della ruota dove alloggia il mozzo e, soprattutto, il cosiddetto “vuoto del cuore” – Xin XU  che è la capacità della nostra mente di mantenersi tranquilla e fluida in modo da accogliere qualsiasi stimolo proveniente dall’esterno. Si tratta di raggiungere uno stato di estrema recettività unito alla libertà di scegliere cosa trattenere e cosa rifiutare tra la molteplicità di proposte che la realtà esterna ci offre.
Da un punto di vista immediatamente pragmatico per spazio intendiamo la nostra sensazione di presenza e di controllo relativa ad certo luogo in un certo tempo. E’ la sensazione multisensoriale di presenza e attenzione totale modulabile grazie alla pratica costante del Qigong.
Chiamiamo Centro il nostro punto di riferimento.
Strutturalmente il centro del corpo è la colonna vertebrale, l’asse che consente di muoverci liberamente, allo stesso modo possiamo considerare come centro del corpo il basso ventre, sede del nostro baricentro.
Quindi il centro e’ il punto, la zona da cui cominciamo a misurare la “realtà”, il nostro territorio fisico e psichico, il nostro spazio. Ricollegandoci ai concetti precedentemente esposti consideriamo il centro come punto di partenza e di riferimento del nostro spazio. E’ la nostra zona di sicurezza, la nostra roccaforte fisica e psichica e nostro obiettivo è imparare a percepirla e a difenderla.
Oltre agli esercizi effettuati individualmente questa arte marziale è caratterizzata dalla pratica di numerosi esercizi a coppie che consentono di sperimentare ed apprendere con maggiore rapidità ed efficacia i concetti proposti. Questi esercizi vengono definiti “spinta delle mani”, in cinese Tui shou.
IL TUI SHOU
Tui Shou significa letteralmente spingere (tui) mano (shou); si tratta di una tecnica nella quale le nostre mani vengono utilizzate per prendere contatto con il compagno di allenamento. I praticanti si pongono l’uno di fronte all’altro con l’obiettivo di sbilanciarsi reciprocamente utilizzando esclusivamente il contatto degli arti superiori.

<

Maestri yang Ling Shen e Casarella Tui Shou
I Maestri Yang Lin Sheng e Antonello Casarella
Scopo della tecnica è sperimentare la possibilità, molto concreta, di interagire con una forza esterna senza per questo perdere il controllo della propria postura e del proprio radicamento al terreno. Ognuno dei due praticanti si radica stabilmente al suolo ed utilizza la propria colonna vertebrale come asse dinamico attorno al quale fare fluire efficacemente le forze e le tensioni interne ed esterne coinvolte nel “gioco” stesso.
Il Tui Shou consente in questo modo di verificare e correggere immediatamente squilibri e rigidità posturali evidenziati dalla maggior efficacia che conferiscono all’azione di “attacco” del compagno di fronte a noi. Non dimentichiamo comunque che l’esercizio viene in realtà praticato con spirito di grande collaborazione in quanto è proprio la reciproca attenzione e disponibilità che lo rende così efficace. Si tratta di una pratica assolutamente sicura, una sorta di gioco effettuato nel reciproco rispetto. Questo tipo di allenamento rappresenta una straordinaria metafora della vita; infatti la protezione del nostro “centro”, al quale possiamo attribuire di volta in volta simbologie personali di tipo lavorativo, affettivo o quant’altro, diviene possibile solo grazie ad un atteggiamento allo stesso tempo morbido e vigoroso che ci consenta di ricevere gli stimoli -simbolicamente le “spinte” – e di integrarli nella nostra struttura. Utilizziamo volutamente il termine struttura che possiamo riferire all’aspetto prettamente fisico del corpo oppure traslare immediatamente ai concetti di struttura psichica superficiale e profonda.
Il Taijiquan si presenta quindi come una pratica completa grazie alla quale lo sviluppo dell’efficienza fisica si integra con il benessere mentale, non a caso, attualmente è l’arte marziale con maggiore difusione a livello mondiale.
Yi Quan 意拳 e Sviluppo del Qi – Zhan Zhuang Gong

Yi Quan e Sviluppo del Qi – Zhan Zhuang Gong 

di Gabriele Filippini e  Antonello Casarella

l’Yiquan, o pugilato (quan) dell’Intenzione(yi), fu creato dal Maestro Wang Xiangzhai nella prima metà del ‘900. L’Yiquan è conosciuto anche come Da Cheng Quan o pugilato della Grande Riuscita, nome con cui iniziò ad essere etichettato lo stile attorno agli anni quaranta dai tanti praticanti che, arrivando da altri stili, vedevano le loro abilità marziali migliorare sensibilmente e in tempi brevi.

Wang Xiang Zhai è considerato un grande riformatore nel mondo del Kungfu, in quanto ha saputo reinterpretate gli antichi ed autentici valori delle Arti Marziali in chiave contemporanea e con atteggiamento critico-scientifico. Egli fu uno dei migliori ed ultimi allievi di Guo Yun Shen, famoso maestro esperto di Xing Yi Quan, il quale gli trasmise l’importanza cruciale del lavoro statico, Zhan Zhuang Gong, quale fondamento per la trasformazione della forza. Alla morte del suo maestro cominciò a viaggiare per tutta la Cina alla ricerca di esperti con cui confrontarsi e scambiare conoscenze. Questo lo mise di fronte al grave stato di degrado in cui l’arte marziale cinese era caduta. L’attenzione dei praticanti per le forme e i movimenti esteticamente gradevoli a scapito dei contenuti e dell’efficacia; la scarsa capacità di tanti praticanti a tradurre praticamente le teorie; il clima di mistificazione e ignoranza che caratterizzava buona parte dei praticanti. Tutto questo spinse Wang Xiangzhai a intraprendere un lavoro che portò a ripensare totalmente il modo di affrontare lo studio e la pratica. Le esperienze lo portarono ad essere critico nei confronti della comunità marziale e del modo di praticare il Kungfu, secondo lui degenerato e colmo di forme, tecniche e fronzoli inutili. Tutto ciò lo spinse a rivedere la sua pratica e a creare un nuovo metodo che chiamò Yiquan, per sottolineare l’importanza di mettere da parte la forma (Xing di Xingyi Quan).

Nell’Yiquan, l’intenzione mentale gioca un ruolo primario all’interno di una metodologia di addestramento che ha come obbiettivo il recupero della spontaneità e delle qualità psicofisiche sopite. “Yi’’ (R. 2348) significa “intelletto, idea, significato, opinione, sentimento personale, intento, intenzione’’. Come spiega il grande sinologo Padre Claude Larre, l’ideogramma Yi raffigura nella parte bassa un cuore da cui scaturisce in alto una nota musicale. P. Larre traduce l’ideogramma come “l’intenzione, il cuore che colui che parla, pensa e agisce mette in ciò che esprime in suoni, pensieri o atti.’’ (Ling Shu, Jaca Book, Milano, 1994, p. 183). La nota che appare nella parte superiore dell’ideogramma ci riporta alla teoria dei toni musicali che esprimono e riassumono tutte le qualità e caratteristiche dell’energia propria del nostro universo. Possiamo quindi affermare che la mente dell’uomo, il suo cuore, è in grado di esprimere una specifica vibrazione energetica che può manifestare effetti tangibili nella realtà. In questo stile quindi è la mente del praticante che svolge il ruolo principale sia per quanto riguarda lo sviluppo della determinazione e dell’efficacia marziale sia per quanto riguarda l’aspetto energetico connesso all’incremento del benessere e della salute. Yi è anche  il termine utilizzato per identificare lo spirito viscerale – ben shen – che alberga nella milza e ne attiva tutte le funzioni e caratteristiche consentendo a questo organo  di svolgere correttamente la sua funzione centrale di approvvigionamento e trasformazione della energia.

Ricordiamo brevemente che l’ideogramma Quan (R.1383)     significa pugno, mano ferma, boxe ed è il termine che viene comunemente utilizzato per definire i vari stili marziali cinesi.

Ad un livello tecnico l’Yiquan si rifà allo Xingyi quan, arricchito degli elementi propri di stili come il Bagua Zhang, il Taiji Quan, Il Tongbei Quan ed altri. Tuttavia L’Yiquan si configura come un sistema aperto, in grado si assorbire elementi utili provenienti dalle più svariate discipline. Il lavoro energetico interno dello stile viene normalmente identificato come Yi Gong.

Nell’Yiquan non esistono sequenze preordinate di tecniche (Taolu), ed il percorso di apprendimento è diviso in otto Sezioni o Livelli:

 1. Zhanzhuang, esercizi statici nei quali si lavora sulla percezione di sé e sulla trasformazione della forza interna;

 2. Shili, esercizi nei quali si impara a muovere la forza dall’interno e guidarla secondo particolari traiettorie e determinate modalità;

 3. Bufa, esercizi per ottimizzare la qualità e l’efficacia negli spostamenti;

 4. Fali, esercizi per imparare ad emettere la forza in modo esplosivo e focalizzato;

 5. Tuishou, esercizi in coppia attraverso i quali si impara ad avere controllo sulla forza dell’avversario;

 6. Shisheng, esercizi di emissione della voce in coordinazione al movimento;

 7. Jianwu, o Danza Marziale, esercizio libero singolo di simulazione intenzionale del combattimento;

 8. Jiji, combattimento libero.

 ZHAN ZHUANG GONG

In questa sede vogliamo analizzare brevemente l’esercizio base dello stile, lo Zhan Zhuang Gong normalmente conosciuto come esercizio dell’albero. Tale esercizio consente al praticante di studiare la connessione e l’armonia tra le diverse parti del corpo fino a sviluppare la cosiddetta Hu Yuen Li, la forza che si sviluppa contemporaneamente in tutte le direzioni dello spazio. In questo senso l’albero è base sia del lavoro marziale che del lavoro energetico per l’incremento di benessere e salute( Yi Gong). Ricordiamo che attualmente lo zhan zhuang gong è uno dei più noti esercizi appartenenti alla grande categoria del qi gong o esercizi volti a lavorare (gong) con l’energia (qi).

Prima di tutto vogliamo brevemente descrivere l’esecuzione tecnica dell’esercizio per passare poi ad analizzare le funzioni energetiche dei punti di mtc maggiormente coinvolti dalla pratica. In effetti le specifiche zone corporee che identifichiamo come punti energetici possono tradizionalmente venir attivate tramite diversi sistemi: aghi, moxa, coppettazione, tuina ed esercizi di qigong.

L’auto stimolazione ottenuta nel corso degli esercizi si basa da un lato su respirazione profonda, movimenti e posture specifiche e dall’altro sulla capacità del praticante di dirigere la propria intenzione (Yi) sui punti interessati. Possiamo quindi affermare, con i nostri insegnanti cinesi, che l’accresciuta percezione cinestesica di determinati punti può attivarne la funzione fornendo cosi ai praticanti di qi gong e di arti marziali interne un ottimo strumento di auto-trattamento energetico.

Cominciamo quindi ad analizzare l’aspetto tecnico dell’esercizio.

Il praticante si pone in piedi, mantenendo i piedi paralleli con un’apertura pari alla larghezza delle spalle,caviglie,ginocchia ed anche sono lievemente flesse in modo da abbassare il baricentro e rilassare le articolazioni in questo modo si rilassa anche il tratto lombare. La schiena è diritta con le spalle rilassate, la sommità del capo tende verso l’alto, la punta della lingua poggia contro il palato per favorire il passaggio energetico tra Ren Mai e Du Mai. Le braccia vanno poste in avanti, arcuate come se si volesse abbracciare un grande albero, i palmi con il punto Lao Gong (8MC) rivolto verso la zona del t’an t’ien (posizione CHENG BAO SHI – tenere la sfera in alto)

zhan zhuang gongzhan zhuang gong

L’intenzione ricerca una sensazione di aumento del proprio SPAZIO vitale, ottenuta tramite la cosiddetta “apertura delle orecchie’’.

Le mani vengono poi abbassate a livello dell’addome (TI BAO SHI – tenere la sfera in basso)  e infine appoggiate al t’an inferiore (BAO TAN TIEN – avvolgere, proteggere il tan tien)

zhan zhuang gong

La posizione va mantenuta a lungo, da 15 fino a 60 minuti circa.

I benefici di questo esercizio sono collegati a diversi aspetti, innanzitutto la tecnica rinforza le gambe, donando al praticante una notevole sensazione di “RADICAMENTO’’, favorisce inoltre il lavoro respiratorio e la conduzione del Qi nel percorso del “piccolo circuito energetico’’ e cioè nella continua e ritmica circolazione di energia tra Du Mai e Ren mai.

Uno degli aspetti più interessanti dello zhan zhuang gong  è lo sblocco delle tensioni muscolari con conseguente liberazione del Qi. Lo stress muscolare a livello di gambe e braccia innesca, qualora la posizione venga mantenuta sufficientemente a lungo, vibrazioni e movimenti muscolari a livello delle zone corporee maggiormente “bloccate’’, con conseguente effetto liberatorio e rilassante; da questo punto di vista l’esercizio è basato sugli stessi princìpi degli esercizi di “grounding’’ tipici della terapia bioenergetica. Ricordiamo inoltre come tutto il lavoro del Qigong si basi inizialmente sul miglior utilizzo dell’energia già presente in noi, da cui l’importanza del rilassamento e della liberazione delle tensioni muscolari croniche, premesse indispensabili per realizzare la successiva fase di incremento dell’energia interna.

Accanto a questo lavoro globale, come già ribadito più sopra esiste un fondamentale lavoro di stimolazione energetica di alcuni dei “grandi punti” dell’agopuntura, punti in grado di favorire un ottimo riequilibrio enrgetico globale nel praticante. Analizziamone brevemente alcuni specificando anche come la pratica aiuti ad attivare queste zone. Il nostro lavoro si basa sul’esperienza diretta ed è quindi doveroso ricordare la possibilità di lavorare su altri punti e zone corporee. La ricchezza della cultura cinese si esprime anche in questa grande diversità di punti di vista.

 · 1 Rn

E’ posto sulla pianta del piede, sulla linea mediana, fra il terzo anteriore e i due terzi posteriori; flettendo le dita si forma una fossetta al suo livello.Il nome principale del 1 Rn è YONG QUAN e questi due ideogrammi (R. 5875 e R. 1386) utilizzati insieme significano SORGENTE ZAMPILLANTE.Il nome secondario è DI CHONG. Di (R. 4812) rappresenta la terra (in opposizione al cielo), la terra in quanto principio Yin vivificante l’universo. Chong (R. 1294) è il luogo di passaggio, l’incrocio, l’assalto. E’ lo stesso ideogramma contenuto nel vaso “curioso’’ Chong Mai “mare dei 12 meridiani, mare dei 5 organi e dei 6 visceri’’.Traduciamo quindi il nome secondario di questo punto con “ASSALTO DELLA TERRA’’, ben comprensibile anche dal punto di vista topografico. Il primo punto del meridiano Zu Shao Yin (detto impropriamente “meridiano del rene’’) è infatti l’unico dei classici punti di agopuntura localizzato alla pianta del piede e quindi a contatto con la terra. Relativamente alle funzioni ricordiamo innanzitutto che si tratta del punto TING (“pozzo’’) del meridiano e che è quindi in grado di tonificare lo yin dei Reni grazie all’intermediazione di sangue e liquidi. Secondo la Scuola di Shanghai ha la proprietà di calmare lo spirito e di “aprire gli orifizi del cuore’’ (e quindi per questo trattare le convulsioni e la perdita di conoscenza).E’ un punto spesso utilizzato, fra l’altro, per trattare l’ipertensione («abbassa il fuoco»).

STIMOLAZIONE DEL 1 Rn

Il punto YONG QUAN viene stimolato grazie alla tecnica del “radicamento’’. Il praticante deve immaginare che il proprio centro di gravità, o meglio il proprio Dan Tian, scenda fino all’altezza delle ginocchia conferendo stabilità allla posizione assunta. L’attenzione è posta sul contatto tra la pianta del piede e il terreno, i piccoli movimenti di aggiustamento normalmente connessi all’allenamento consentono di stimolare ulteriormente la zona grazie al lavoro dei muscoli plantari e dei flessori delle dita.L’attenzione può essere ulteriormente focalizzata immaginando che la respirazione avvenga attraverso la pianta del piede,

 · 5 VC

E’ posto due misure (cun) o tre dita sotto l’ombelico. Il nome principale di questo punto è  SHI MEN. Shi è descritto al numero 4384 del vocabolario Ricci e significa «pietra, roccia»;   rappresenta anche l’ideogramma dell’ago di pietra utilizzato ai primordi dell’agopuntura. Men lo ritroviamo al numero 3426; significa «porta, via di accesso, orifizio».Complessivamente possiamo tradurre SHI MEN con PORTA DI PIETRA  o PORTA DELLA PIETRA, con probabile riferimento alla cosiddetta pietra filosofale degli alchimisti capace di trasformare il piombo in oro e cioè capace di purificare le energie prevaricantin e di integrarle con l’energia corretta dell’individuo. Ma il 5 VC, posto due cun sotto l’ombelico ha altri otto nomi secondari; fra questi ricordiamo MING MEN (“porta del destino’’ – rinviamo il lettore al 4 VG), DAN TIAN (“campo del cinabro’’), SAN JAO MU (“punto mu del triplice riscaldatore’’), JING LU (“nettare dei meridiani’’ ), LI JI (“forza motrice spontanea’’).Tutti questi nomi sottolineano che il 5 VC è un punto di straordinaria importanza; per ciò che interessa ai nostri scopi diremo con Chamfrault che è utilizzato dai taoisti nel corso dei loro esercizi e rappresenta il centro dell’energia profonda, ed anche sessuale, nell’uomo e nella donna. Ricordiamo inoltre che si tratta del punto Mo del triplice riscaldatore, cioè del punto che controlla la fusione fra energie innate e acquisite. Per Jean-Marc Kespi, il 5 VC rappresenta il punto di radicamento della vita  nella pelvi a tutti i livelli di manifestazione. Il comando datoci dal cielo, contenuto nel Ming Men (4 VG) si realizzerebbe grazie proprio a questo punto. Probabilmente è in questo senso che SHI MEN controlla il viscere curioso “utero’’, al quale è attribuita, tra le altre, la capacità di trasformare continuamente la nostra vita in modo da consentirci di rinascere ogni giorno.

STIMOLAZIONE del 5 VC

La stimolazione del 5 VC e di tutta la zona addominale viene effettuata tramite la particolare tecnica respiratoria detta “respirazione taoista”. Questa, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica  complessa e completa. Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l’abbassamento del diaframma viene garantito dall’espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi  movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale (1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonchè la stimolazione degli agopunti interessati.Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore. Può essere utile ricordare come in tutte le arti marziali il praticante debba “nascondere’’ all’avversario la propria respirazione onde evitare di essere colpito in fase di inspirazione. Durante la respirazione naturale, in fase inspiratoria la zona addominale tende a rilassarsi ed assorbe energia dall’esterno, energia che può anche essere rappresentata dal colpo inferto da un eventuale aggressore, che in questa fase otterrà quindi la massima efficacia offensiva.

Di fondamentale importanza è inoltre la focalizzazione della mente  sulla zona de tan tien  nel corso di tutti gli esercizi.

 · 4 VG

E’ posto appena sotto il processo spinoso della 2a vertebra lombare. Ha come nome principale MING MEN. Ming secondo il dizionario Ricci (R. 3514) significa «ordine, comandamento, decreto del cielo». Rappresenta anche il “mandato del Cielo’’ che conferisce al sovrano il potere supremo.Men, che ritroviamo al numero 3426 dello stesso dizionario  significa «porta, portale». Complessivamente traduciamo MING MEN con PORTA DEL DESTINO. Fra i nomi secondari ci sembra particolarmente interessante ricordare JING GONG. Riportiamo i significati dati all’ ideogramma jing dal dizionario Ricci (R. 978): «grano scelto, sopraraffinato, fine, sottile, delicato. Essenza, quintessenza, prodotto della distillazione o della raffinazione. Sperma. Spirito (come essere immateriale). Spirito (in opposizione a materia). Spirito (per esempio di sacrificio), vigore, ardore. Molto, completamente, straordinariamente.Gong (R. 2874) significa «palazzo, residenza imperiale» e anche «Tempio degli Antenati». Traduciamo quindi JING GONG con PALAZZO DEL JING, sottolineando però che le traduzioni rappresentano una grossa limitazione del significato originario.

Passando a discutere le funzioni diciamo che secondo J. M. Kespi questo punto è il luogo del mandato datoci dal cielo allo scopo di crearci e di ricrearci. Controlla la zona compresa fra davanti e sotto i reni dove sono concentrate le nostre energie ereditarie. Secondo la scuola di Shanghai il MING MEN tonifica i reni e tratta in toto la colonna vertebrale. Per Nguyen Van Nghi il 4 VG è in diretto rapporto con il rene Yang mentre per Auteroche rinforza lo Yang dei reni, consolida il Jing, rinforza i lombi e le ginocchia, armonizza le mestruazioni e regolarizza il Qi.Nell’ambito dell’insegnamento del Qi Gong tradizionale anche questo punto è strettamente connesso con la zona del tan tien

STIMOLAZIONE del 4 VG

La stimolazione di questo punto viene effettuata grazie alla mobilizzazione del bacino e della zona lombare tipica della pratica dell’Yi Quan. Il praticante si addestra a percepire il tan tien come una sorta di sfera inserita all’interno del basso ventre e a farla ruotare all’interno del corpo. Questa idea di movimento comporta in realtà la capacità di mobilizzare il tratto lombare e conseguentemente la zona del 4VG del bacino. L’attenzione del praticante può inoltre essere focalizzata volontariamente nella zona del Ming Men.

 · 10 VG

E’ posto appena sotto il processo spinoso della 6a vertebra toracica. L’unico nome di questo punto è LING TAI. Ling (R. 3187) è lo stesso ideogramma di uno dei pochissimi testi realmente sacri della medicina cinese: il Ling Shu e significa: «meraviglioso, prodigioso, soprannaturale. Essere spirituale. Anima (opposta al corpo). Manifestare gli effetti della sua potenza. Di una efficacia meravigliosa. Vivo di spirito, intelligente, ingegnoso». Oltre che al 10 VG si ritrova questo ideogramma ai punti 2 C (Qing Ling – “spirito verde’’ o meglio “spirito del colore sfumato della primavera’’), 11 TR (Qing Leng Yuan che ha lo stesso nome del 2 C – Qing Ling – fra i nomi secondari), 4 C (Ling Dao – “via dello spirito’’), 24 Rn (Ling Xu- “vacuità dello spirito’’ – vedi dopo), 18 VB (Cheng Ling – lo Spirito che si presenta a un superiore). Tai (R. 4659) è il nome delle stelle dell’Orsa maggiore, oppure il nome dato ai dignitari dell’Impero.Un altro ideogramma Tai (R. 4669) significa «terrazza, piattaforma, tribuna». Traduciamo quindi il 10 VG con  TERRAZZA DELLO SPIRITO.

Relativamente alle funzioni, ricordiamo che secondo J.M. Kespi questo punto LING è la dimora della potenza spirituale, il punto sul quale il praticante le arti marziali deve concentrare la sua attenzione per aquisire la facoltà di presentire un nemico o un pericolo. Grazie al LING TAI quindi la vista o l’udito si interiorizzano e questa conversione sensoriale permette una percezione chiara di tutto ciò che capita all’esterno.Potremmo dire che questo è l’ “occhio e l’ orecchio’’ posti sulla superficie posteriore del corpo.

STIMOLAZIONE DEL 10 VG

La stimolazione di questo punto viene favorita dalla posizione assunta dalle scapole durante l’esecuzione degli esercizi. Infatti il praticante trasla lievemente in avanti le spalle (cfr. stimolazione del punto 24 RN), distendendo contemporaneamente la zona delle scapole, “arrotondando’’ il dorso proprio in corrispondenza del 10 VG. Il lavoro viene inoltre completato dalla mobilizzazione delle articolazioni costo-vertebrali favorita dall’utilizzazione della cosiddetta “respirazione taoista’’ di cui abbiamo già trattato brevemente.

· 1 VC

E’ posto nel perineo, sulla linea mediana, fra le grandi labbra (o lo scroto) e l’orifizio anale.Il nome principale è Hui Yin. Hui (R. 2254) significa «riunirsi, assembrarsi, incontrarsi, meeting, conferenza, luogo di riunione»; Yin (R. 5789) è lo stesso Yin della coppia Yin – Yang.Traduciamo quindi con “RIUNIONE DEGLI YIN’’.Gli altri nomi (nomi secondari) sono Xia Ji (“Punta del basso’’), Jin Men (“Porta preziosa’’), Hai Di (“Mare del basso’’), Ping Yi (“paravento’’).Questo punto è la zona in cui fuoriesce il tronco comune da cui originano il Renmai, il Dumai e il Chongmai e secondo Chamfrault regola il fegato, la testa e tutte le affezioni degli organi genitali. Per Auteroche grazie a Hui Yin si regolarizzano le mestruazioni, si rinforzano i reni, si rinfresca il calore e si elimina l’umidità. Il So Wen, cap. 44, parla del Muscolo degli Antenati (Zong Jin) e ricorda che questo muscolo è in relazione sia con il Chong Mai, sia con il Dai Mai, sia con il meridiano dello Stomaco (particolarmente al punto 30 E).Noi ricordiamo qui il Muscolo degli Antenati in quanto anche se non abbiamo trovato in nessun testo una relazione precisa fra Zong Jin e Hui Yin, ci sembra probabile una loro relazione anche, ma non solo, topografica.A questo proposito citiamo Husson che afferma che Zong Jin è un “muscolo’’ verticale che parte dal pube. Da un lato incornicia l’ombelico, fra i due Chong Mai e i due Vasi dello stomaco; dall’altro discende raggiungendo il sacro e rimontando all’interno del rachide.Tornando al nostro 1 VC ricordiamo la “piccola circolazione energetica”, base di molti esercizi energetici, come descritta da Caterine Despeux.

«Grazie al pensiero creatore si fa scendere il soffio dal Campo del cinabro al punto Hui Yin (1 VC) situato fra l’ano e gli organi sessuali; lo si fa risalire lungo il Canale di Controllo (Dumai, Tou Mo, Vaso Governatore) fino al sincipite (20 VG). In questo modo attraversa quindi le tre barriere del dorso (“San Guan’’) che sono i reni, il punto Ling Tai (10 VG) a livello della 6a vertebra dorsale ed il punto Yu Zhen (9 V) posto alla nuca. Poi il soffio ridiscende al viso fino al punto Ren Zhong (26 VG) posto fra il naso e la bocca, termine del canale di controllo.Quindi il soffio entra nel Canale di Funzione (Ren Mai, Jenn Mo, Vaso della Concezione) fino al punto Hui Yin. Questa circolazione dal Canale di Controllo al canale di Funzione è detta “dal Cielo Anteriore al Cielo Posteriore’’. È possibile anche la circolazione contraria dal Canale di Funzione al Canale di Controllo che è detta “dal Cielo Posteriore al Cielo Anteriore’’».Nota: trattando del 1 VC e di Zong Jin abbiamo accennato a due meridiani che non abbiamo descritto in nessuna altra parte dell’articolo: il Chong Mai ed il Dai Mai.

Ci sembra quindi opportuna una precisazione. Il Chong Mai (“Vaso d’Assalto’’) è uno degli otto  meridiani “straordinari’’ (“curiosi’’).Ha il compito di regolare e di comandare (è il “mare’’) i 5 organi, i 6 visceri e il sangue. Potremmo dire che se è vero che il Dumai ricapitola tutto lo Yang, il Renmai tutto lo Yin, allora diremo che il Chongmai ricapitola tutto l’organismo (“è il Mare dei 12 meridiani’’). Il Daimai (“vaso Cintura’’) è un altro meridiano “curioso’’; ha la particolarità “anatomica’’ di essere l’unico con decorso orizzontale. Ha il compito di “reggere la vita’’, di sostenerci (a tutti i livelli di simbolismo). Ed è in quest’ottica che deve essere letta la frase “lega tutti i meridiani’’.Con un’immagine che crediamo significativa può essere immaginato come il “laccio’’ che lega il covone di grano o anche come la cintura degli sciamani o dei praticanti di arti marziali.

STIMOLAZIONE DEL 1 VC

La stimolazione di questo punto avviene tramite la ritmica contrazione e decontrazione perineale che accompagna l’esecuzione completa della  cosiddetta “respirazione taoista”.Questa modalità respiratoria, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica complessa e completa. Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l’abbassamento del diaframma viene garantito dall’espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi  movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale (1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonchè la stimolazione degli agopunti interessati. Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore. Può essere utile ricordare come in tutte le arti marziali il praticante debba “nascondere’’ all’avversario la propria respirazione onde evitare di essere colpito in fase di inspirazione. Durante l’inspirazione (fase Yin) Il corpo tende a rilassarsi ed assorbe energia dall’esterno, energia che può anche essere rappresentata dal colpo inferto da un eventuale aggressore, che in questa fase otterrà quindi la massima efficacia offensiva.

 · 8 MC

E’ posto sul palmo della mano, fra il 2° e il 3° metacarpo. Quando si serrano le dita a pugno il punto è nello spazio fra il dito medio e l’anulare. 8 MC ha come nome principale Lao Gong. Lao (R. 2970; 2961) significa “lavoro faticoso, penoso” mentre Gong (R. 2874) significa «palazzo, residenza imperiale». Traduciamo quindi con PALAZZO DEL LAVORO. Fra i nomi secondari di questo punto ricordiamo ZHANG ZHONG (“centro della mano’’, che fa riferimento alla localizzazione del punto), WU LI (“cinque abitazioni’’) e GUI LU (“strada dei fantasmi’’).

Passando alle funzioni diremo con la Scuola di Shanghai che elimina il “calore’’ dal cuore, mentre con Da Cheng ricordiamo che si tratta di uno dei 9 punti recuperatori di Yang.Secondo S. de Morant attraverso questo punto si determina un’azione sul 20 VG e sul “primate’’ (cfr. questo punto) e anche sul 20 VB che per l’A. francese rappresenta uno dei punti fondamentali del controllo del sistema nervoso simpatico (con quest’ultima affermazione siamo in piena medicina occidentale. Il sistema nervoso simpatico è in estrema sintesi quella parte del sistema autonomo che ci permette di affrontare le situazioni di “crisi’’, tipo fuga o attacco).

STIMOLAZIONE del 8 MC

Il punto 8 MC viene stimolato grazie alla particolare posizione assunta dalla mano durante l’esecuzione dei colpi o del qi gong, come in questo caso. Il palmo non deve essere né completamente teso, né completamente rilassato, le dita sono unite ma non serrate, l’attenzione del praticante è focalizzata al centro del palmo, esattamente dove è situato il punto in questione.

· 20 VG

E’ posto sul cranio, lungo la linea mediana. Si trova facilmente congiungendo la linea verticale che passa per gli apici delle due orecchie. Il nome principale è Bai Hui. Bai (R. 3578) significa «cento, centinaio, una folla di, tutte le forme di». Hui (R. 2254) significa «riunirsi, assemblarsi. Riunione. Associazione. Luogo di raccolta, capitale».Traduciamo quindi con CENTO RIUNIONI, sottolineando che il numero 100 indica “tutto’’. Il 20 VG ha altri 6 nomi secondari: WU HUI (“cinque riunioni’’), SAN YANG (“tre Yang’’), NI WAN GONG (“palazzo del campo del cinabro superiore’’), TIAN MAN (“riempimento del cielo’’), DIAN SHANG (“l’alto della cima di una montagna’’), LING SHANG (“l’alto di una collina’’).

Per S. de Morant questo punto controlla il piano psichico inferiore, quello dominato dagli istinti primitivi («è la pianta che spinge, che si impossessa di tutto ciò che può prendere, lo disgrega e lo fa divenire una sua sostanza. L’’aggressività e la distruzione costituiscono il “Primate’’, egoista e avido. “Il suo nome cinese è Po… In verità è lo strumento dell’orribile legge della natura che vuole che le nostre pulsioni vivano anche fino a divorare la vita. La forma di intelligenza del Primate è l’astuzia, l’arte del mentire e il piacere di ingannare con la parola o il silenzio. La sua intensità può essere apprezzata per un colorito un po’ grasso e stinto. La sua insufficienza è evidenziata da pelle farinosa e secca. La sua predominanza si manifestain una grande taglia dell’osso occipitale»). Il Da Cheng ci ricorda che nell’essere umano è possibile ritrovare il cielo, la terra e l’uomo. Bai Hui risponde al cielo, Shan Zhong (17 VC) risponde all’’uomo e Yong Quan (1 Rn) risponde alla terra. Per J.M. Kespi questo punto rappresenta la giunzione fra lo Yin dell’uomo e lo Yang celeste. Più in dettaglio avrebbe la funzione di trattare i sintomi da vuoto di Yin alla testa (forza di spirito diminuita per eccesso di pensieri e preoccupazioni, dimentica il passato e nega l’avvenire, perdita di memoria e melanconia) o di pieno di Yang (insonnia, sovreccitazione, viso arrossato dopo il consumo di alcoolici).

STIMOLAZIONE del 20 VG

Per stimolare il 20 VG il praticante immagina che un sottile filo di seta esca da questa zona esercitando una leggera trazione verso l’alto. In questo modo si estende il tratto cervicale della colonna vertebrale ed è possibile percepire una sensazione di leggerezza in tutto il corpo.In questa sede ricordiamo anche la funzione dei meridiani straordinari Wei Mai, in quanto definiti “corda celeste” possiamo ipotizzare un loro collegamento con questo punto situato al vertice della testa e quindi particolarmente vicino al cielo.

Per concludere ricordiamo che in questo lavoro abbiamo descritto i punti di più frequente utilizzo, le possibilità sono in realtà molto più ampie ed, in buona parte, dipendono anche dal punto di vista di diversi maestri. Ricordiamo inoltre che la capacità di concentrazione della mente conscia risente di precisi limiti neurologici, risulta quindi estremamente difficile, se non impossibile, controllare contemporaneamente postura, respiro, spazio ed attivazione degli agopunti. Questi ultimi verranno quindi selezionati di volta in volta in base alle esigenze ed alle sensazioni del praticante, salvaguardando comunque l’attivazione dei tre punti considerati essenziali: 1Rn, 5VC, 20VG.

Questi ultimi infatti, considerati da in quest’ottica, garantiscono i tre livelli fondamentali di “connessione” del praticante: connessione alla terra tramite 1Rn, connessione al cielo tramite 20VG, connessione al proprio centro tramite 5VC.