Tai Chi Chuan, Via per l’Armonia

Tai Chi Chuan, Via per l’Armonia
Taijiquan (Tai Chi Chuan) significa “stile di combattimento (quan) basato sul supremo fondamento (Taiji)’’. Ciò significa che in questo stile è fondamentale rispettare i princìpi  di alternanza delle energie basilari dell’universo come descritte dalla filosofia taoista che individua nella armonia degli opposti la fonte di qualsiasi vero equilibrio vitale. Questa particolarissima tecnica psico-corporea riunisce in sé le caratteristiche delle arti marziali cinesi, della meditazione e delle pratiche per il mantenimento e l’incremento della salute.
gabriele Filippini Taijiquan
M. Gabriele Filippini
La storia del Taijiquan vede la prima data certa intorno al 1630 d.c. quando il generale Chen Wan Ting, ritiratosi dalla vita attiva codifica questa arte marziale nella quale, oltre alle tecniche di combattimento, inserisce modalità di allenamento particolarmente utili allo sviluppo di quella che la tradizione cinese definisce “energia interna” termine di difficile interpretazione ma che possiamo assimilare da un lato all’incremento di salute e lunga vita, dall’altro alla capacità di sviluppare straordinarie caratteristiche di forza ed agilità. Il raggiungimento di questo livello particolare di abilità ha portato nei secoli allo sviluppo del Tai Chi Chuan come lo conosciamo attualmente nel quale l’abilità marziale è funzionale al raggiungimenti di un più ampio concetto di benessere psico fisico nel praticante. Gran parte della pratica del Taiji si basa sull’esecuzione di movimenti lenti e circolari il che lo rende adatto alle caratteristiche fisiche di qualsiasi persona, anche anziana.
La Medicina Tradizionale Cinese considera mente e corpo come entità strettamente interrelate; la mente può quindi agire per la guarigione del corpo e quest’ultimo può collaborare alla pacificazione della psiche. Su questi principi di base si fondano i movimenti lenti e armoniosi del Taiji, nei quali la morbidezza del corpo è unita alla totale concentrazione sul gesto effettuato. In questo modo, tramite una pratica paziente e continua è possibile riottenere l’equilibrio complessivo dell’individuo.
Equilibrio energetico che si basa sullo sviluppo di alcune particolari qualità che possiamo definire radicamento, spazio, centratura.
Radicamento
Per Radicamento intendiamo la capacità di percepire ed utilizzare il contatto con il terreno.
Gli esercizi consentono di aumentare la sensazione di stabilità ed equilibrio connessa ad un corretto uso degli arti inferiori; in questo modo lo studente il praticante sperimenta una accresciuta sensazione di sicurezza che consente di riconoscere ogni ambiente e circostanza come proprio. Il grande sviluppo della propriocezione (senso dell’equilibrio) derivante dall’allenamento trova riscontro nei molti lavori scientifici che testimoniano la diminuzione dell’incidenza dei traumi da caduta negli anziani che praticano il Taijiquan rispetto a gruppi di controllo.
Spazio e Centro
Con gli esercizi per lo sviluppo di Spazio e Centro arriviamo realmente al cuore della pratica del Qigong e quindi riteniamo opportuno chiarire cosa intendiamo con questi concetti.
Lo Spazio è prima di tutto la capacità propria del vuoto di accogliere tutto ciò che proviene dall’esterno. Spazio è quindi il “vuoto” interno della bottiglia, il foro della ruota dove alloggia il mozzo e, soprattutto, il cosiddetto “vuoto del cuore” – Xin XU  che è la capacità della nostra mente di mantenersi tranquilla e fluida in modo da accogliere qualsiasi stimolo proveniente dall’esterno. Si tratta di raggiungere uno stato di estrema recettività unito alla libertà di scegliere cosa trattenere e cosa rifiutare tra la molteplicità di proposte che la realtà esterna ci offre.
Da un punto di vista immediatamente pragmatico per spazio intendiamo la nostra sensazione di presenza e di controllo relativa ad certo luogo in un certo tempo. E’ la sensazione multisensoriale di presenza e attenzione totale modulabile grazie alla pratica costante del Qigong.
Chiamiamo Centro il nostro punto di riferimento.
Strutturalmente il centro del corpo è la colonna vertebrale, l’asse che consente di muoverci liberamente, allo stesso modo possiamo considerare come centro del corpo il basso ventre, sede del nostro baricentro.
Quindi il centro e’ il punto, la zona da cui cominciamo a misurare la “realtà”, il nostro territorio fisico e psichico, il nostro spazio. Ricollegandoci ai concetti precedentemente esposti consideriamo il centro come punto di partenza e di riferimento del nostro spazio. E’ la nostra zona di sicurezza, la nostra roccaforte fisica e psichica e nostro obiettivo è imparare a percepirla e a difenderla.
Oltre agli esercizi effettuati individualmente questa arte marziale è caratterizzata dalla pratica di numerosi esercizi a coppie che consentono di sperimentare ed apprendere con maggiore rapidità ed efficacia i concetti proposti. Questi esercizi vengono definiti “spinta delle mani”, in cinese Tui shou.
IL TUI SHOU
Tui Shou significa letteralmente spingere (tui) mano (shou); si tratta di una tecnica nella quale le nostre mani vengono utilizzate per prendere contatto con il compagno di allenamento. I praticanti si pongono l’uno di fronte all’altro con l’obiettivo di sbilanciarsi reciprocamente utilizzando esclusivamente il contatto degli arti superiori.

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Maestri yang Ling Shen e Casarella Tui Shou
I Maestri Yang Lin Sheng e Antonello Casarella
Scopo della tecnica è sperimentare la possibilità, molto concreta, di interagire con una forza esterna senza per questo perdere il controllo della propria postura e del proprio radicamento al terreno. Ognuno dei due praticanti si radica stabilmente al suolo ed utilizza la propria colonna vertebrale come asse dinamico attorno al quale fare fluire efficacemente le forze e le tensioni interne ed esterne coinvolte nel “gioco” stesso.
Il Tui Shou consente in questo modo di verificare e correggere immediatamente squilibri e rigidità posturali evidenziati dalla maggior efficacia che conferiscono all’azione di “attacco” del compagno di fronte a noi. Non dimentichiamo comunque che l’esercizio viene in realtà praticato con spirito di grande collaborazione in quanto è proprio la reciproca attenzione e disponibilità che lo rende così efficace. Si tratta di una pratica assolutamente sicura, una sorta di gioco effettuato nel reciproco rispetto. Questo tipo di allenamento rappresenta una straordinaria metafora della vita; infatti la protezione del nostro “centro”, al quale possiamo attribuire di volta in volta simbologie personali di tipo lavorativo, affettivo o quant’altro, diviene possibile solo grazie ad un atteggiamento allo stesso tempo morbido e vigoroso che ci consenta di ricevere gli stimoli -simbolicamente le “spinte” – e di integrarli nella nostra struttura. Utilizziamo volutamente il termine struttura che possiamo riferire all’aspetto prettamente fisico del corpo oppure traslare immediatamente ai concetti di struttura psichica superficiale e profonda.
Il Taijiquan si presenta quindi come una pratica completa grazie alla quale lo sviluppo dell’efficienza fisica si integra con il benessere mentale, non a caso, attualmente è l’arte marziale con maggiore difusione a livello mondiale.
Yi Quan 意拳 e Sviluppo del Qi – Zhan Zhuang Gong

Yi Quan e Sviluppo del Qi – Zhan Zhuang Gong 

di Gabriele Filippini e  Antonello Casarella

l’Yiquan, o pugilato (quan) dell’Intenzione(yi), fu creato dal Maestro Wang Xiangzhai nella prima metà del ‘900. L’Yiquan è conosciuto anche come Da Cheng Quan o pugilato della Grande Riuscita, nome con cui iniziò ad essere etichettato lo stile attorno agli anni quaranta dai tanti praticanti che, arrivando da altri stili, vedevano le loro abilità marziali migliorare sensibilmente e in tempi brevi.

Wang Xiang Zhai è considerato un grande riformatore nel mondo del Kungfu, in quanto ha saputo reinterpretate gli antichi ed autentici valori delle Arti Marziali in chiave contemporanea e con atteggiamento critico-scientifico. Egli fu uno dei migliori ed ultimi allievi di Guo Yun Shen, famoso maestro esperto di Xing Yi Quan, il quale gli trasmise l’importanza cruciale del lavoro statico, Zhan Zhuang Gong, quale fondamento per la trasformazione della forza. Alla morte del suo maestro cominciò a viaggiare per tutta la Cina alla ricerca di esperti con cui confrontarsi e scambiare conoscenze. Questo lo mise di fronte al grave stato di degrado in cui l’arte marziale cinese era caduta. L’attenzione dei praticanti per le forme e i movimenti esteticamente gradevoli a scapito dei contenuti e dell’efficacia; la scarsa capacità di tanti praticanti a tradurre praticamente le teorie; il clima di mistificazione e ignoranza che caratterizzava buona parte dei praticanti. Tutto questo spinse Wang Xiangzhai a intraprendere un lavoro che portò a ripensare totalmente il modo di affrontare lo studio e la pratica. Le esperienze lo portarono ad essere critico nei confronti della comunità marziale e del modo di praticare il Kungfu, secondo lui degenerato e colmo di forme, tecniche e fronzoli inutili. Tutto ciò lo spinse a rivedere la sua pratica e a creare un nuovo metodo che chiamò Yiquan, per sottolineare l’importanza di mettere da parte la forma (Xing di Xingyi Quan).

Nell’Yiquan, l’intenzione mentale gioca un ruolo primario all’interno di una metodologia di addestramento che ha come obbiettivo il recupero della spontaneità e delle qualità psicofisiche sopite. “Yi’’ (R. 2348) significa “intelletto, idea, significato, opinione, sentimento personale, intento, intenzione’’. Come spiega il grande sinologo Padre Claude Larre, l’ideogramma Yi raffigura nella parte bassa un cuore da cui scaturisce in alto una nota musicale. P. Larre traduce l’ideogramma come “l’intenzione, il cuore che colui che parla, pensa e agisce mette in ciò che esprime in suoni, pensieri o atti.’’ (Ling Shu, Jaca Book, Milano, 1994, p. 183). La nota che appare nella parte superiore dell’ideogramma ci riporta alla teoria dei toni musicali che esprimono e riassumono tutte le qualità e caratteristiche dell’energia propria del nostro universo. Possiamo quindi affermare che la mente dell’uomo, il suo cuore, è in grado di esprimere una specifica vibrazione energetica che può manifestare effetti tangibili nella realtà. In questo stile quindi è la mente del praticante che svolge il ruolo principale sia per quanto riguarda lo sviluppo della determinazione e dell’efficacia marziale sia per quanto riguarda l’aspetto energetico connesso all’incremento del benessere e della salute. Yi è anche  il termine utilizzato per identificare lo spirito viscerale – ben shen – che alberga nella milza e ne attiva tutte le funzioni e caratteristiche consentendo a questo organo  di svolgere correttamente la sua funzione centrale di approvvigionamento e trasformazione della energia.

Ricordiamo brevemente che l’ideogramma Quan (R.1383)     significa pugno, mano ferma, boxe ed è il termine che viene comunemente utilizzato per definire i vari stili marziali cinesi.

Ad un livello tecnico l’Yiquan si rifà allo Xingyi quan, arricchito degli elementi propri di stili come il Bagua Zhang, il Taiji Quan, Il Tongbei Quan ed altri. Tuttavia L’Yiquan si configura come un sistema aperto, in grado si assorbire elementi utili provenienti dalle più svariate discipline. Il lavoro energetico interno dello stile viene normalmente identificato come Yi Gong.

Nell’Yiquan non esistono sequenze preordinate di tecniche (Taolu), ed il percorso di apprendimento è diviso in otto Sezioni o Livelli:

 1. Zhanzhuang, esercizi statici nei quali si lavora sulla percezione di sé e sulla trasformazione della forza interna;

 2. Shili, esercizi nei quali si impara a muovere la forza dall’interno e guidarla secondo particolari traiettorie e determinate modalità;

 3. Bufa, esercizi per ottimizzare la qualità e l’efficacia negli spostamenti;

 4. Fali, esercizi per imparare ad emettere la forza in modo esplosivo e focalizzato;

 5. Tuishou, esercizi in coppia attraverso i quali si impara ad avere controllo sulla forza dell’avversario;

 6. Shisheng, esercizi di emissione della voce in coordinazione al movimento;

 7. Jianwu, o Danza Marziale, esercizio libero singolo di simulazione intenzionale del combattimento;

 8. Jiji, combattimento libero.

 ZHAN ZHUANG GONG

In questa sede vogliamo analizzare brevemente l’esercizio base dello stile, lo Zhan Zhuang Gong normalmente conosciuto come esercizio dell’albero. Tale esercizio consente al praticante di studiare la connessione e l’armonia tra le diverse parti del corpo fino a sviluppare la cosiddetta Hu Yuen Li, la forza che si sviluppa contemporaneamente in tutte le direzioni dello spazio. In questo senso l’albero è base sia del lavoro marziale che del lavoro energetico per l’incremento di benessere e salute( Yi Gong). Ricordiamo che attualmente lo zhan zhuang gong è uno dei più noti esercizi appartenenti alla grande categoria del qi gong o esercizi volti a lavorare (gong) con l’energia (qi).

Prima di tutto vogliamo brevemente descrivere l’esecuzione tecnica dell’esercizio per passare poi ad analizzare le funzioni energetiche dei punti di mtc maggiormente coinvolti dalla pratica. In effetti le specifiche zone corporee che identifichiamo come punti energetici possono tradizionalmente venir attivate tramite diversi sistemi: aghi, moxa, coppettazione, tuina ed esercizi di qigong.

L’auto stimolazione ottenuta nel corso degli esercizi si basa da un lato su respirazione profonda, movimenti e posture specifiche e dall’altro sulla capacità del praticante di dirigere la propria intenzione (Yi) sui punti interessati. Possiamo quindi affermare, con i nostri insegnanti cinesi, che l’accresciuta percezione cinestesica di determinati punti può attivarne la funzione fornendo cosi ai praticanti di qi gong e di arti marziali interne un ottimo strumento di auto-trattamento energetico.

Cominciamo quindi ad analizzare l’aspetto tecnico dell’esercizio.

Il praticante si pone in piedi, mantenendo i piedi paralleli con un’apertura pari alla larghezza delle spalle,caviglie,ginocchia ed anche sono lievemente flesse in modo da abbassare il baricentro e rilassare le articolazioni in questo modo si rilassa anche il tratto lombare. La schiena è diritta con le spalle rilassate, la sommità del capo tende verso l’alto, la punta della lingua poggia contro il palato per favorire il passaggio energetico tra Ren Mai e Du Mai. Le braccia vanno poste in avanti, arcuate come se si volesse abbracciare un grande albero, i palmi con il punto Lao Gong (8MC) rivolto verso la zona del t’an t’ien (posizione CHENG BAO SHI – tenere la sfera in alto)

zhan zhuang gongzhan zhuang gong

L’intenzione ricerca una sensazione di aumento del proprio SPAZIO vitale, ottenuta tramite la cosiddetta “apertura delle orecchie’’.

Le mani vengono poi abbassate a livello dell’addome (TI BAO SHI – tenere la sfera in basso)  e infine appoggiate al t’an inferiore (BAO TAN TIEN – avvolgere, proteggere il tan tien)

zhan zhuang gong

La posizione va mantenuta a lungo, da 15 fino a 60 minuti circa.

I benefici di questo esercizio sono collegati a diversi aspetti, innanzitutto la tecnica rinforza le gambe, donando al praticante una notevole sensazione di “RADICAMENTO’’, favorisce inoltre il lavoro respiratorio e la conduzione del Qi nel percorso del “piccolo circuito energetico’’ e cioè nella continua e ritmica circolazione di energia tra Du Mai e Ren mai.

Uno degli aspetti più interessanti dello zhan zhuang gong  è lo sblocco delle tensioni muscolari con conseguente liberazione del Qi. Lo stress muscolare a livello di gambe e braccia innesca, qualora la posizione venga mantenuta sufficientemente a lungo, vibrazioni e movimenti muscolari a livello delle zone corporee maggiormente “bloccate’’, con conseguente effetto liberatorio e rilassante; da questo punto di vista l’esercizio è basato sugli stessi princìpi degli esercizi di “grounding’’ tipici della terapia bioenergetica. Ricordiamo inoltre come tutto il lavoro del Qigong si basi inizialmente sul miglior utilizzo dell’energia già presente in noi, da cui l’importanza del rilassamento e della liberazione delle tensioni muscolari croniche, premesse indispensabili per realizzare la successiva fase di incremento dell’energia interna.

Accanto a questo lavoro globale, come già ribadito più sopra esiste un fondamentale lavoro di stimolazione energetica di alcuni dei “grandi punti” dell’agopuntura, punti in grado di favorire un ottimo riequilibrio enrgetico globale nel praticante. Analizziamone brevemente alcuni specificando anche come la pratica aiuti ad attivare queste zone. Il nostro lavoro si basa sul’esperienza diretta ed è quindi doveroso ricordare la possibilità di lavorare su altri punti e zone corporee. La ricchezza della cultura cinese si esprime anche in questa grande diversità di punti di vista.

 · 1 Rn

E’ posto sulla pianta del piede, sulla linea mediana, fra il terzo anteriore e i due terzi posteriori; flettendo le dita si forma una fossetta al suo livello.Il nome principale del 1 Rn è YONG QUAN e questi due ideogrammi (R. 5875 e R. 1386) utilizzati insieme significano SORGENTE ZAMPILLANTE.Il nome secondario è DI CHONG. Di (R. 4812) rappresenta la terra (in opposizione al cielo), la terra in quanto principio Yin vivificante l’universo. Chong (R. 1294) è il luogo di passaggio, l’incrocio, l’assalto. E’ lo stesso ideogramma contenuto nel vaso “curioso’’ Chong Mai “mare dei 12 meridiani, mare dei 5 organi e dei 6 visceri’’.Traduciamo quindi il nome secondario di questo punto con “ASSALTO DELLA TERRA’’, ben comprensibile anche dal punto di vista topografico. Il primo punto del meridiano Zu Shao Yin (detto impropriamente “meridiano del rene’’) è infatti l’unico dei classici punti di agopuntura localizzato alla pianta del piede e quindi a contatto con la terra. Relativamente alle funzioni ricordiamo innanzitutto che si tratta del punto TING (“pozzo’’) del meridiano e che è quindi in grado di tonificare lo yin dei Reni grazie all’intermediazione di sangue e liquidi. Secondo la Scuola di Shanghai ha la proprietà di calmare lo spirito e di “aprire gli orifizi del cuore’’ (e quindi per questo trattare le convulsioni e la perdita di conoscenza).E’ un punto spesso utilizzato, fra l’altro, per trattare l’ipertensione («abbassa il fuoco»).

STIMOLAZIONE DEL 1 Rn

Il punto YONG QUAN viene stimolato grazie alla tecnica del “radicamento’’. Il praticante deve immaginare che il proprio centro di gravità, o meglio il proprio Dan Tian, scenda fino all’altezza delle ginocchia conferendo stabilità allla posizione assunta. L’attenzione è posta sul contatto tra la pianta del piede e il terreno, i piccoli movimenti di aggiustamento normalmente connessi all’allenamento consentono di stimolare ulteriormente la zona grazie al lavoro dei muscoli plantari e dei flessori delle dita.L’attenzione può essere ulteriormente focalizzata immaginando che la respirazione avvenga attraverso la pianta del piede,

 · 5 VC

E’ posto due misure (cun) o tre dita sotto l’ombelico. Il nome principale di questo punto è  SHI MEN. Shi è descritto al numero 4384 del vocabolario Ricci e significa «pietra, roccia»;   rappresenta anche l’ideogramma dell’ago di pietra utilizzato ai primordi dell’agopuntura. Men lo ritroviamo al numero 3426; significa «porta, via di accesso, orifizio».Complessivamente possiamo tradurre SHI MEN con PORTA DI PIETRA  o PORTA DELLA PIETRA, con probabile riferimento alla cosiddetta pietra filosofale degli alchimisti capace di trasformare il piombo in oro e cioè capace di purificare le energie prevaricantin e di integrarle con l’energia corretta dell’individuo. Ma il 5 VC, posto due cun sotto l’ombelico ha altri otto nomi secondari; fra questi ricordiamo MING MEN (“porta del destino’’ – rinviamo il lettore al 4 VG), DAN TIAN (“campo del cinabro’’), SAN JAO MU (“punto mu del triplice riscaldatore’’), JING LU (“nettare dei meridiani’’ ), LI JI (“forza motrice spontanea’’).Tutti questi nomi sottolineano che il 5 VC è un punto di straordinaria importanza; per ciò che interessa ai nostri scopi diremo con Chamfrault che è utilizzato dai taoisti nel corso dei loro esercizi e rappresenta il centro dell’energia profonda, ed anche sessuale, nell’uomo e nella donna. Ricordiamo inoltre che si tratta del punto Mo del triplice riscaldatore, cioè del punto che controlla la fusione fra energie innate e acquisite. Per Jean-Marc Kespi, il 5 VC rappresenta il punto di radicamento della vita  nella pelvi a tutti i livelli di manifestazione. Il comando datoci dal cielo, contenuto nel Ming Men (4 VG) si realizzerebbe grazie proprio a questo punto. Probabilmente è in questo senso che SHI MEN controlla il viscere curioso “utero’’, al quale è attribuita, tra le altre, la capacità di trasformare continuamente la nostra vita in modo da consentirci di rinascere ogni giorno.

STIMOLAZIONE del 5 VC

La stimolazione del 5 VC e di tutta la zona addominale viene effettuata tramite la particolare tecnica respiratoria detta “respirazione taoista”. Questa, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica  complessa e completa. Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l’abbassamento del diaframma viene garantito dall’espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi  movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale (1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonchè la stimolazione degli agopunti interessati.Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore. Può essere utile ricordare come in tutte le arti marziali il praticante debba “nascondere’’ all’avversario la propria respirazione onde evitare di essere colpito in fase di inspirazione. Durante la respirazione naturale, in fase inspiratoria la zona addominale tende a rilassarsi ed assorbe energia dall’esterno, energia che può anche essere rappresentata dal colpo inferto da un eventuale aggressore, che in questa fase otterrà quindi la massima efficacia offensiva.

Di fondamentale importanza è inoltre la focalizzazione della mente  sulla zona de tan tien  nel corso di tutti gli esercizi.

 · 4 VG

E’ posto appena sotto il processo spinoso della 2a vertebra lombare. Ha come nome principale MING MEN. Ming secondo il dizionario Ricci (R. 3514) significa «ordine, comandamento, decreto del cielo». Rappresenta anche il “mandato del Cielo’’ che conferisce al sovrano il potere supremo.Men, che ritroviamo al numero 3426 dello stesso dizionario  significa «porta, portale». Complessivamente traduciamo MING MEN con PORTA DEL DESTINO. Fra i nomi secondari ci sembra particolarmente interessante ricordare JING GONG. Riportiamo i significati dati all’ ideogramma jing dal dizionario Ricci (R. 978): «grano scelto, sopraraffinato, fine, sottile, delicato. Essenza, quintessenza, prodotto della distillazione o della raffinazione. Sperma. Spirito (come essere immateriale). Spirito (in opposizione a materia). Spirito (per esempio di sacrificio), vigore, ardore. Molto, completamente, straordinariamente.Gong (R. 2874) significa «palazzo, residenza imperiale» e anche «Tempio degli Antenati». Traduciamo quindi JING GONG con PALAZZO DEL JING, sottolineando però che le traduzioni rappresentano una grossa limitazione del significato originario.

Passando a discutere le funzioni diciamo che secondo J. M. Kespi questo punto è il luogo del mandato datoci dal cielo allo scopo di crearci e di ricrearci. Controlla la zona compresa fra davanti e sotto i reni dove sono concentrate le nostre energie ereditarie. Secondo la scuola di Shanghai il MING MEN tonifica i reni e tratta in toto la colonna vertebrale. Per Nguyen Van Nghi il 4 VG è in diretto rapporto con il rene Yang mentre per Auteroche rinforza lo Yang dei reni, consolida il Jing, rinforza i lombi e le ginocchia, armonizza le mestruazioni e regolarizza il Qi.Nell’ambito dell’insegnamento del Qi Gong tradizionale anche questo punto è strettamente connesso con la zona del tan tien

STIMOLAZIONE del 4 VG

La stimolazione di questo punto viene effettuata grazie alla mobilizzazione del bacino e della zona lombare tipica della pratica dell’Yi Quan. Il praticante si addestra a percepire il tan tien come una sorta di sfera inserita all’interno del basso ventre e a farla ruotare all’interno del corpo. Questa idea di movimento comporta in realtà la capacità di mobilizzare il tratto lombare e conseguentemente la zona del 4VG del bacino. L’attenzione del praticante può inoltre essere focalizzata volontariamente nella zona del Ming Men.

 · 10 VG

E’ posto appena sotto il processo spinoso della 6a vertebra toracica. L’unico nome di questo punto è LING TAI. Ling (R. 3187) è lo stesso ideogramma di uno dei pochissimi testi realmente sacri della medicina cinese: il Ling Shu e significa: «meraviglioso, prodigioso, soprannaturale. Essere spirituale. Anima (opposta al corpo). Manifestare gli effetti della sua potenza. Di una efficacia meravigliosa. Vivo di spirito, intelligente, ingegnoso». Oltre che al 10 VG si ritrova questo ideogramma ai punti 2 C (Qing Ling – “spirito verde’’ o meglio “spirito del colore sfumato della primavera’’), 11 TR (Qing Leng Yuan che ha lo stesso nome del 2 C – Qing Ling – fra i nomi secondari), 4 C (Ling Dao – “via dello spirito’’), 24 Rn (Ling Xu- “vacuità dello spirito’’ – vedi dopo), 18 VB (Cheng Ling – lo Spirito che si presenta a un superiore). Tai (R. 4659) è il nome delle stelle dell’Orsa maggiore, oppure il nome dato ai dignitari dell’Impero.Un altro ideogramma Tai (R. 4669) significa «terrazza, piattaforma, tribuna». Traduciamo quindi il 10 VG con  TERRAZZA DELLO SPIRITO.

Relativamente alle funzioni, ricordiamo che secondo J.M. Kespi questo punto LING è la dimora della potenza spirituale, il punto sul quale il praticante le arti marziali deve concentrare la sua attenzione per aquisire la facoltà di presentire un nemico o un pericolo. Grazie al LING TAI quindi la vista o l’udito si interiorizzano e questa conversione sensoriale permette una percezione chiara di tutto ciò che capita all’esterno.Potremmo dire che questo è l’ “occhio e l’ orecchio’’ posti sulla superficie posteriore del corpo.

STIMOLAZIONE DEL 10 VG

La stimolazione di questo punto viene favorita dalla posizione assunta dalle scapole durante l’esecuzione degli esercizi. Infatti il praticante trasla lievemente in avanti le spalle (cfr. stimolazione del punto 24 RN), distendendo contemporaneamente la zona delle scapole, “arrotondando’’ il dorso proprio in corrispondenza del 10 VG. Il lavoro viene inoltre completato dalla mobilizzazione delle articolazioni costo-vertebrali favorita dall’utilizzazione della cosiddetta “respirazione taoista’’ di cui abbiamo già trattato brevemente.

· 1 VC

E’ posto nel perineo, sulla linea mediana, fra le grandi labbra (o lo scroto) e l’orifizio anale.Il nome principale è Hui Yin. Hui (R. 2254) significa «riunirsi, assembrarsi, incontrarsi, meeting, conferenza, luogo di riunione»; Yin (R. 5789) è lo stesso Yin della coppia Yin – Yang.Traduciamo quindi con “RIUNIONE DEGLI YIN’’.Gli altri nomi (nomi secondari) sono Xia Ji (“Punta del basso’’), Jin Men (“Porta preziosa’’), Hai Di (“Mare del basso’’), Ping Yi (“paravento’’).Questo punto è la zona in cui fuoriesce il tronco comune da cui originano il Renmai, il Dumai e il Chongmai e secondo Chamfrault regola il fegato, la testa e tutte le affezioni degli organi genitali. Per Auteroche grazie a Hui Yin si regolarizzano le mestruazioni, si rinforzano i reni, si rinfresca il calore e si elimina l’umidità. Il So Wen, cap. 44, parla del Muscolo degli Antenati (Zong Jin) e ricorda che questo muscolo è in relazione sia con il Chong Mai, sia con il Dai Mai, sia con il meridiano dello Stomaco (particolarmente al punto 30 E).Noi ricordiamo qui il Muscolo degli Antenati in quanto anche se non abbiamo trovato in nessun testo una relazione precisa fra Zong Jin e Hui Yin, ci sembra probabile una loro relazione anche, ma non solo, topografica.A questo proposito citiamo Husson che afferma che Zong Jin è un “muscolo’’ verticale che parte dal pube. Da un lato incornicia l’ombelico, fra i due Chong Mai e i due Vasi dello stomaco; dall’altro discende raggiungendo il sacro e rimontando all’interno del rachide.Tornando al nostro 1 VC ricordiamo la “piccola circolazione energetica”, base di molti esercizi energetici, come descritta da Caterine Despeux.

«Grazie al pensiero creatore si fa scendere il soffio dal Campo del cinabro al punto Hui Yin (1 VC) situato fra l’ano e gli organi sessuali; lo si fa risalire lungo il Canale di Controllo (Dumai, Tou Mo, Vaso Governatore) fino al sincipite (20 VG). In questo modo attraversa quindi le tre barriere del dorso (“San Guan’’) che sono i reni, il punto Ling Tai (10 VG) a livello della 6a vertebra dorsale ed il punto Yu Zhen (9 V) posto alla nuca. Poi il soffio ridiscende al viso fino al punto Ren Zhong (26 VG) posto fra il naso e la bocca, termine del canale di controllo.Quindi il soffio entra nel Canale di Funzione (Ren Mai, Jenn Mo, Vaso della Concezione) fino al punto Hui Yin. Questa circolazione dal Canale di Controllo al canale di Funzione è detta “dal Cielo Anteriore al Cielo Posteriore’’. È possibile anche la circolazione contraria dal Canale di Funzione al Canale di Controllo che è detta “dal Cielo Posteriore al Cielo Anteriore’’».Nota: trattando del 1 VC e di Zong Jin abbiamo accennato a due meridiani che non abbiamo descritto in nessuna altra parte dell’articolo: il Chong Mai ed il Dai Mai.

Ci sembra quindi opportuna una precisazione. Il Chong Mai (“Vaso d’Assalto’’) è uno degli otto  meridiani “straordinari’’ (“curiosi’’).Ha il compito di regolare e di comandare (è il “mare’’) i 5 organi, i 6 visceri e il sangue. Potremmo dire che se è vero che il Dumai ricapitola tutto lo Yang, il Renmai tutto lo Yin, allora diremo che il Chongmai ricapitola tutto l’organismo (“è il Mare dei 12 meridiani’’). Il Daimai (“vaso Cintura’’) è un altro meridiano “curioso’’; ha la particolarità “anatomica’’ di essere l’unico con decorso orizzontale. Ha il compito di “reggere la vita’’, di sostenerci (a tutti i livelli di simbolismo). Ed è in quest’ottica che deve essere letta la frase “lega tutti i meridiani’’.Con un’immagine che crediamo significativa può essere immaginato come il “laccio’’ che lega il covone di grano o anche come la cintura degli sciamani o dei praticanti di arti marziali.

STIMOLAZIONE DEL 1 VC

La stimolazione di questo punto avviene tramite la ritmica contrazione e decontrazione perineale che accompagna l’esecuzione completa della  cosiddetta “respirazione taoista”.Questa modalità respiratoria, nota anche come respirazione inversa o pre-natale, basa la sua efficacia energetica su una tecnica complessa e completa. Durante la fase inspiratoria il basso addome si contrae, mentre l’abbassamento del diaframma viene garantito dall’espansione della muscolatura della zona del plesso solare. Questi  movimenti, uniti alla contrazione della zona perineale (1 VC) consentono un profondo auto-massaggio degli organi interni nonchè la stimolazione degli agopunti interessati. Questa tecnica, inoltre, non trascura il movimento della gabbia toracica, movimento che viene comunque limitato alla zona posteriore. Può essere utile ricordare come in tutte le arti marziali il praticante debba “nascondere’’ all’avversario la propria respirazione onde evitare di essere colpito in fase di inspirazione. Durante l’inspirazione (fase Yin) Il corpo tende a rilassarsi ed assorbe energia dall’esterno, energia che può anche essere rappresentata dal colpo inferto da un eventuale aggressore, che in questa fase otterrà quindi la massima efficacia offensiva.

 · 8 MC

E’ posto sul palmo della mano, fra il 2° e il 3° metacarpo. Quando si serrano le dita a pugno il punto è nello spazio fra il dito medio e l’anulare. 8 MC ha come nome principale Lao Gong. Lao (R. 2970; 2961) significa “lavoro faticoso, penoso” mentre Gong (R. 2874) significa «palazzo, residenza imperiale». Traduciamo quindi con PALAZZO DEL LAVORO. Fra i nomi secondari di questo punto ricordiamo ZHANG ZHONG (“centro della mano’’, che fa riferimento alla localizzazione del punto), WU LI (“cinque abitazioni’’) e GUI LU (“strada dei fantasmi’’).

Passando alle funzioni diremo con la Scuola di Shanghai che elimina il “calore’’ dal cuore, mentre con Da Cheng ricordiamo che si tratta di uno dei 9 punti recuperatori di Yang.Secondo S. de Morant attraverso questo punto si determina un’azione sul 20 VG e sul “primate’’ (cfr. questo punto) e anche sul 20 VB che per l’A. francese rappresenta uno dei punti fondamentali del controllo del sistema nervoso simpatico (con quest’ultima affermazione siamo in piena medicina occidentale. Il sistema nervoso simpatico è in estrema sintesi quella parte del sistema autonomo che ci permette di affrontare le situazioni di “crisi’’, tipo fuga o attacco).

STIMOLAZIONE del 8 MC

Il punto 8 MC viene stimolato grazie alla particolare posizione assunta dalla mano durante l’esecuzione dei colpi o del qi gong, come in questo caso. Il palmo non deve essere né completamente teso, né completamente rilassato, le dita sono unite ma non serrate, l’attenzione del praticante è focalizzata al centro del palmo, esattamente dove è situato il punto in questione.

· 20 VG

E’ posto sul cranio, lungo la linea mediana. Si trova facilmente congiungendo la linea verticale che passa per gli apici delle due orecchie. Il nome principale è Bai Hui. Bai (R. 3578) significa «cento, centinaio, una folla di, tutte le forme di». Hui (R. 2254) significa «riunirsi, assemblarsi. Riunione. Associazione. Luogo di raccolta, capitale».Traduciamo quindi con CENTO RIUNIONI, sottolineando che il numero 100 indica “tutto’’. Il 20 VG ha altri 6 nomi secondari: WU HUI (“cinque riunioni’’), SAN YANG (“tre Yang’’), NI WAN GONG (“palazzo del campo del cinabro superiore’’), TIAN MAN (“riempimento del cielo’’), DIAN SHANG (“l’alto della cima di una montagna’’), LING SHANG (“l’alto di una collina’’).

Per S. de Morant questo punto controlla il piano psichico inferiore, quello dominato dagli istinti primitivi («è la pianta che spinge, che si impossessa di tutto ciò che può prendere, lo disgrega e lo fa divenire una sua sostanza. L’’aggressività e la distruzione costituiscono il “Primate’’, egoista e avido. “Il suo nome cinese è Po… In verità è lo strumento dell’orribile legge della natura che vuole che le nostre pulsioni vivano anche fino a divorare la vita. La forma di intelligenza del Primate è l’astuzia, l’arte del mentire e il piacere di ingannare con la parola o il silenzio. La sua intensità può essere apprezzata per un colorito un po’ grasso e stinto. La sua insufficienza è evidenziata da pelle farinosa e secca. La sua predominanza si manifestain una grande taglia dell’osso occipitale»). Il Da Cheng ci ricorda che nell’essere umano è possibile ritrovare il cielo, la terra e l’uomo. Bai Hui risponde al cielo, Shan Zhong (17 VC) risponde all’’uomo e Yong Quan (1 Rn) risponde alla terra. Per J.M. Kespi questo punto rappresenta la giunzione fra lo Yin dell’uomo e lo Yang celeste. Più in dettaglio avrebbe la funzione di trattare i sintomi da vuoto di Yin alla testa (forza di spirito diminuita per eccesso di pensieri e preoccupazioni, dimentica il passato e nega l’avvenire, perdita di memoria e melanconia) o di pieno di Yang (insonnia, sovreccitazione, viso arrossato dopo il consumo di alcoolici).

STIMOLAZIONE del 20 VG

Per stimolare il 20 VG il praticante immagina che un sottile filo di seta esca da questa zona esercitando una leggera trazione verso l’alto. In questo modo si estende il tratto cervicale della colonna vertebrale ed è possibile percepire una sensazione di leggerezza in tutto il corpo.In questa sede ricordiamo anche la funzione dei meridiani straordinari Wei Mai, in quanto definiti “corda celeste” possiamo ipotizzare un loro collegamento con questo punto situato al vertice della testa e quindi particolarmente vicino al cielo.

Per concludere ricordiamo che in questo lavoro abbiamo descritto i punti di più frequente utilizzo, le possibilità sono in realtà molto più ampie ed, in buona parte, dipendono anche dal punto di vista di diversi maestri. Ricordiamo inoltre che la capacità di concentrazione della mente conscia risente di precisi limiti neurologici, risulta quindi estremamente difficile, se non impossibile, controllare contemporaneamente postura, respiro, spazio ed attivazione degli agopunti. Questi ultimi verranno quindi selezionati di volta in volta in base alle esigenze ed alle sensazioni del praticante, salvaguardando comunque l’attivazione dei tre punti considerati essenziali: 1Rn, 5VC, 20VG.

Questi ultimi infatti, considerati da in quest’ottica, garantiscono i tre livelli fondamentali di “connessione” del praticante: connessione alla terra tramite 1Rn, connessione al cielo tramite 20VG, connessione al proprio centro tramite 5VC.

NEIGONG TUI NA – TECNICA Yī zhǐ chán fǎ 一指禅法

YI ZHI CHAN

Yī zhǐ chán fǎ  一指禅法. Negli anni  scorsi il Maestro Wang Zhi Xiang, invitato dalla Federazione Italiana Tuina e Qigong (FITEQ) ha condotto in Lombardia una serie di seminari dedicati al Neigong Tuina e al Qi Gong.

Nella sede di Brescia (Associazione Wu Wei – Scuola di Tui Na e Qi Gong), il Maestro ha scrupolosamente e con molta pazienza trasmesso i punti essenziali relativi all’esecuzione delle manipolazioni fondamentali. Abbiamo già parlato della tecnica Quen Fa nel numero di giugno 2004; vediamo ora l’altra tecnica basilare del massaggio cinese: YI Zhi Chan.

“I’’ significa “uno’’, “Zhi’’ significa “dito’’ e “Chan’’ significa “Buddha’’: il nome della tecnica YI Zhi Chan si rifà quindi alla tradizione terapeutica di scuola buddhista che annovera lo sviluppo di capacità curative tra i frutti tipici derivanti dalla pratica costante della meditazione. Il “singolo dito del Buddha’’ esprime perciò il concetto di una grande energia positiva concentrata in un punto molto piccolo del corpo, facendo in questo modo implicito riferimento alla pratica del Neigong, indispensabile per eseguire correttamente il Tui Na.

Prima di descrivere dettagliatamente la tecnica YI Zhi Chan, ricordiamo alcuni punti fondamentalienso107 connessi alla pratica del massaggio cinese; il Dott. Wang Zhi Xiang insegna tecniche estremamente morbide, che basano totalmente la loro efficacia sull’uso dell’energia interna dell’esecutore, da cui la denominazione Neigong Tui Na (Tui Na basato sul lavoro interno).

L’esercizio costante del Qi Gong consente l’accumulo di energia nel Tan Tien, energia che l’intenzione (“Yi’’) del praticante guiderà fino alle parti del corpo impiegate per il massaggio. L’intento, “Yi’’, appartiene alla categoria dei cosiddetti “Ben Shen’’ o Spiriti viscerali, che altro non sono se non la manifestazione dello Shen-Spirito all’interno del singolo individuo. I testi classici indicano chiaramente come lo Shen dimori negli spazi interni corporei, ed è questo il motivo per cui il Maestro raccomanda continuamente il rilassamento e l’allungamento articolare durante l’esecuzione di qualsiasi tecnica, in modo da creare una sensazione interna di apertura che permetta il fluire dell’intenzione e del Qi lungo i meridiani.

Entrando nei dettagli, il Dott. Wang propone una sequenza precisa di apprendimento per sviluppare il miglior flusso energetico nel praticante di tuina.

  1. Corretto uso del polso
  2. Corretto uso delle articolazioni del braccio
  3. Il movimento coinvolge anche la schiena e l’anca
  4. Tutto il corpo, a partire dagli arti inferiori, lavora all’unisono
  5. L’intenzione del praticante agisce per aprire e distendere tutte le articolazioni
  6. L’apertura entra ancora più in profondità, a livello delle singole cellule e degli spazi intercellulari.

A questo livello di pratica, il Tan Tien è virtualmente presente con la sua energia in qualsiasi parte del corpo, e il praticante può proiettare con grande facilità la Wei Qi all’interno dell’organismo della persona che riceve il massaggio.

Vediamo ora in modo più particolareggiato la tecnica YI Zhi Chan.

Mentre la tecnica di rotolamento (Quen fa) viene utilizzata su zone ampie del corpo per generare lo stato di Fan Song (rilassamento) più auspicabile per il trattamento, la tecnica YI Zhi Chan è puntiforme, usata in prevalenza per stimolare in profondità singoli agopunti. Per questo motivo, normalmente viene impiegato il pollice, sostituito eventualmente dall’indice e dal medio, oppure, soprattutto sulla zona del cranio e del viso, dall’eminenza tenar.

Una volta selezionata la zona di applicazione della forza, il praticante imprime un movimento ondulatorio da destra a sinistra, che parte dal polso e raggiunge l’ultima falange del pollice. Naturalmente, tutte le altre articolazioni partecipano al movimento. Il braccio dell’esecutore è completamente rilassato, in modo tale che la forza-peso agisca in profondità sul corpo del ricevente. La zona yang del polso, in prossimità del punto Yang Qi (4 TE) tende verso l’alto (Sou Lin Din Jin), nello stesso modo in cui il punto Bai Hui (20 GV) si estende verso il cielo durante la pratica del Taiji Quan.

L’equilibrio di energia Yin-Yang nella mano dell’esecutore è garantito dall’intenzione diretta anche nella zona del punto Laogong (8 PC), che viene distesa e rilasciata seguendo il ritmo del massaggio. La tecnica viene eseguita in modo molto morbido, per non meno di 100 ripetizioni su ogni punto selezionato; la difficoltà maggiore consiste nella trasmissione di energia all’interno del punto, del meridiano o dell’organo che vogliamo stimolare. Tradizionalmente, questa facoltà viene allenata usando inizialmente un sacchetto di riso ben pieno, in seguito sostituito con un sacchetto di sabbia asciutta molto compressa. Riuscire a penetrare con l’intenzione negli spazi infinitesimali tra i granelli di sabbia, viene considerato analogo alla capacità di stimolare efficacemente il corpo umano con la tecnica YI Zhi Chan.